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Si dell’Accademia dei Lincei alle regole Ue sulla sperimentazione animale dei farmaci e No alla modifica della Direttiva europea approvata dal Senato

Si dell’Accademia dei Lincei alle regole Ue sulla sperimentazione animale dei farmaci e No alla modifica della Direttiva europea approvata dal Senato

Gli scienziati dell’Accademia dei Lincei esperti nelle scienze biologiche e biomediche, ribadendo la delibera del 22.6.2012, denunciano la crescita progressiva e preoccupante, avvenuta negli ultimi anni, di gruppi contrari all’uso degli animali nella sperimentazione scientifica. A questo proposito occorre ribadire che, in passato e fino ad oggi, gran parte degli studi alla base del progresso della medicina e della salvaguardia della salute dei cittadini sono stati condotti per mezzo della sperimentazione animale. Lo sviluppo delle conoscenze a livello cellulare modellistico, anche se ha condotto a risultati significativi, non potrà mai eliminare l’impiego della sperimentazione sugli animali.

Infatti, tutti i risultati ottenuti in vitro devono necessariamente essere verificati ed ampliati a livello animale prima di poter essere continuati a livello di ricerca sull’uomo. L’uso degli animali è indispensabile anche per gli studi di tossicologia finalizzati a prevenire il rischio di intossicazioni causate da farmaci insufficientemente caratterizzati prima dell’introduzione in terapia.

1a1113Queste conclusioni non sono sostenute soltanto dall’industria farmaceutica, come spesso si pretende da parte degli animalisti. Esse sono il risultato di centinaia di migliaia di studi pubblicati a livello internazionale sulle più quotate riviste scientifiche, sostenuti da finanziamenti pubblici e di fondazioni non profit, sia in America che in tutti i paesi europei.

Un argomento spesso sollevato contro la sperimentazione animale riguarda le condizioni in cui gli animali, soprattutto cani e gatti, vengono stabulati e le sofferenze inflitte nel corso degli esperimenti. A questo proposito bisogna sottolineare che in Italia oltre il 90 per cento degli esperimenti vengono condotti su topi e ratti; che i gatti non vengono utilizzati; che la sperimentazione sui cani si limita solo a un piccolo numero di malattie genetiche, analoghe a quelle dei bambini.

A fronte di manifestazioni che fanno leva sul particolare rapporto affettivo dell’uomo con gli animali cosiddetti domestici, in particolare cani e gatti, ma anche altri animali di allevamento, va sottolineato che lo 1a1116sviluppo dei medicinali e cure per l’uomo trova di converso largo impiego nella cura degli animali, come è bene noto a tutti i proprietari di cani e di gatti e di altre specie.

In tutti i casi, comunque, la sperimentazione animale viene condotta già da molti anni nel rispetto di rigide regole che escludono ogni tipo di tortura: ogni programma di ricerca deve essere approvato da un comitato altamente qualificato a livello non solo scientifico ma anche morale; tutto il lavoro con animali avviene sotto il controllo di un veterinario incaricato dal Ministero della Sanità; gli stabulari vengono controllati sistematicamente da ispettori dell’Azienda Sanitaria Locale.

Inoltre i ricercatori hanno costituito una Società internazionale, la International Basel Declaration Society, che fornisce informazioni e interviene in caso di segnalazioni di scorrettezze. E’ quindi praticamente impossibile che gli eventi denunciati dagli animalisti possano essere realmente avvenuti nel nostro Paese.

La preoccupazione degli scienziati dell’Accademia, e di tutta la comunità scientifica del nostro Paese, 1a1100 linceiriguarda le modifiche che sono state introdotte nel recepimento della Direttiva Europea (2010/63) dettate non da criteri culturali e scientifici, ma da preoccupazioni politiche o populiste. Questa direttiva è stata studiata a lungo e discussa in molte sedi istituzionali internazionali, compresa l’Italia. Il suo testo finale prevede una sperimentazione pienamente compatibile con il rispetto per gli animali.

La Direttiva Europea deve quindi essere recepita dall’Italia senza appesantimenti e restrizioni come già avvenuto in altri Paesi della Comunità. Molto gravi sono le modifiche introdotte che riguardano la proibizione di specifiche ricerche nell’ambito degli xenotrapianti e delle droghe d’abuso, l’insufficiente definizione del dolore e la limitazione degli allevamenti di qualsiasi tipo di animali per la sperimentazione.

Queste modifiche inserite nel testo approvato dal Senato, inducono infatti gravi danni alla ricerca, limitano molto la libertà della ricerca, interferiscono con il progresso della medicina nel nostro Paese e limitano lo sviluppo della nostra industria biotecnologica e farmacologica, già molto meno sviluppata rispetto agli altri Paesi europei.

L’Accademia dei Lincei