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Senato: in attesa sia del voto di fiducia sulla Legge di Stabilità, sia di quello sulla decadenza di Silvio Berlusconi

Senato: in attesa sia del voto di fiducia sulla Legge di Stabilità, sia di quello sulla decadenza di Silvio Berlusconi

Mentre la legge di Stabilità dovrà passare al vaglio di un voto di fiducia preannunciato dal ministro Dario Franceschini e che dovrebbe essere previsto per la tarda serata del 26 Novembre,  un altro voto importante è confermato sempre al  Senato: quello della decadenza di Silvio  Berlusconi  oramai annunciato definitivamente per il 27 Novembre. Non ci saranno ulteriori rinvii. A questo riguardo, per  la Giunta per le Elezioni e per le Immunità di Palazzo Madama, accusata da Silvio Berlusconi di non aver preso in considerazione le sue eccezioni a proposito della retroattività della legge Severino, ha risposto il Presidente Dario Stefano: «Abbiamo gestito una procedura che ha tenuto insieme l’avverbio “immediatamente”( espressamente indicato nel testo di legge, nda ) con il rispetto dei diritti. Abbiamo concesso il massimo dei termini a Berlusconi perché si difendesse.

senato10 romaniberlIl regolamento riconosce a Berlusconi il diritto di costituirsi in Giunta: per due volte lui non ha aderito, ma ha mandato scritti difensivi. Il relatore ha avuto più di un mese di tempo per definire la sua proposta. Io non vorrei che qui si arrivasse al paradosso di immaginare che per Berlusconi servissero procedure diverse». Stefano ha anche respinto la  pregiudiziale chiesta da Casini secondo il quale la Giunta avrebbe potuto attendere la decadenza automatica che dovrebbe scattare con la pronuncia della Cassazione sui due anni di interdizione dai pubblici uffici divenuta, anch’essa, definitiva. Stefano ha infatti detto: «La proposta di Casini di ieri mi sembra strampalata. Nessuno ha avuto modo di obiettare alcunché».

Il voto di fiducia sulla Legge di Stabilità si è reso necessario dopo che la Commissione Bilancio del Senato ha sì approvato il provvedimento, ma senza dare “mandato al relatore” cosa che, secondo il 1senato22 aularegolamento di Palazzo Madama,  fa decadere tutte le modifiche approvate. Il Governo per recuperarle, così, dovrà scendere in campo per salvaguardare il complesso impianto legislativo messo il fila in lunghe giornate e nottate di trattative presentando un maxi emendamento che recupera tali modifiche e sul quale, per raggiungere il risultato in tempi brevissimi, dovrà essere richiesto l’immediato voto di fiducia.

La conferenza dei capigruppo  fisserà il voto per la serata anche di evitare che si realizzi una sovrapposizione tra gli impegni di voto sulla Legge di Stabilità e quelli sulla decadenza di Silvio Berlusconi.

Così adesso c’è un rimpallo di responsabilità sui comportamenti che hanno portato a questa situazione. In molti criticano i senatori berlusconiani di Forza Italia, che hanno appena nominato loro capogruppo Paolo Romani, e della Lega, i quali rovesciano l’accusa al Governo, responsabile, a loro dire di aver allungato i tempi e presentato ”l’emendamento sulla casa in ritardo”.

La conferma del prossimo intervento da parte del Governo è venuta da Dario Franceschini che ha la responsabilità dei rapporti con il Parlamento:”Sulla legge di stabilità- ha detto- porremo la fiducia. Rispetteremo il lavoro del Parlamento ponendola sul testo che la Commissione bilancio sta ultimando. La fiducia è necessaria anche per verificare politicamente, con chiarezza e senza ambiguità il rapporto fiduciario tra governo e maggioranza parlamentare”.

RomaSettRed