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Secretate le motivazioni della condanna a 7 anni di Berlusconi sul caso Ruby. Nella sentenza si dovrebbe capire meglio perché si apre una nuova inchiesta su corruzione di testimoni

Secretate le motivazioni della condanna a 7 anni di Berlusconi sul caso Ruby. Nella sentenza si dovrebbe capire meglio perché si apre una nuova inchiesta su corruzione di testimoni

Il deposito delle motivazioni della condanna a sette anni per Silvio Berlusconi sul cosiddetto caso “Ruby”, il processo del “bunga bunga”, insomma, riapre  la solita polemica del Centro destra contro la Magistratura. Questa volta, anche contro quella giudicante, oltre che contro i Pm. Questi avrebbero addirittura “dettato” la sentenza ai giudici, si sente polemizzare in queste ore.

Come sia possibile dirlo è arduo giacché i magistrati hanno deciso di rilasciare copia delle motivazioni solamente alle parti. Hanno considerato che persino i giornalisti, non essendo stati attori del processo, non hanno alcun diritto ad averne copia.

Eppure, passati pochi minuti dal deposito sono cominciate a circolare le prime indiscrezioni. Chi sarà stato? Qualche avvocato di parte? L’alternativa è costituita da un cancelliere fedifrago o da qualcuno dell’ufficio del Pubblico ministero.  Possibile?

Resta il fatto che sui giornali circolino solo degli spezzoni di frasi e manchi, ovviamente, la possibilità di capire sulla base di quali prove e testimonianze i magistrati giustifichino una condanna ed una pena tanto grave per chiunque, a maggior ragione per  un ex Presidente del Consiglio.

berlusconi zoom faccia

Commentare, pertanto, non è facile ed invidiamo, sinceramente, chi riesce a farlo sulla base di un documento secretato, disponibile nella sua pienezza solamente per chi ha il diritto di riceverlo.  Non resta pertanto che accettare le conclusioni di un processo così lungo ed impegnativo e prendere atto che la questione, in ogni caso, non è chiusa qua.

In primo luogo, perché questa è la sentenza di primo grado. Poi, perché il convincimento cui sono giunti i giudici di Milano è che la Procura della Repubblica deve aprire una nuova inchiesta sul fatto che  alcuni testimoni sarebbero stati pagati per giurare il falso nel corso del processo. Del resto, al momento della sentenza si seppe subito della trasmissione degli atti alla Procura su questo punto.

Si tratta persino di un reato più grave di quello relativo alla concussione e prostituzione minorile. Un punto cruciale per le future vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi che potrebbe, persino, vedersi comminare l’arresto ben prima dell’avvio di questo eventuale processo scaturito da quello del  caso Ruby.

I due legali di Berlusconi che hanno rappresentato la difesa nel corso del processo, Niccolò Ghedini e Pietro Longo, intanto, hanno rilasciato una dura dichiarazione: “Una sentenza surreale, in totale contrasto con gli elementi probatori, con la logica, con i fondamentali principi di diritto e con la giurisprudenza della Corte di Cassazione. Anche con tutta la migliore volontà accusatoria non sarà possibile confermare questa sentenza nei gradi successivi di giudizio”

Alessandro Di Severo