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Secondo la Cgia di Mestre il Governo continua a non pagare i debiti della Pubblica amministrazione

Secondo la Cgia di Mestre il Governo continua a non pagare i debiti della Pubblica amministrazione

La Cgia di Mestre non va tanto per il sottile e, in materia di promesse non mantenute dal Governo, lamenta l’altissima cifra che la Pubblica Amministrazione deve ancora versare ai fornitori privati. La denuncia nasce sulla base delle stime presentate ieri dalla Banca d’Italia nella “Relazione Annuale 2014”. Parliamo di 70 miliardi di euro. Se non ricordiamo male, le cifre di cui a suo tempo si parlò , quando sembrava che lo Stato correva letteralmente a pagare i fornitori, erano persino inferiori. In ogni caso, di seguito riportiamo la nota della Cgia

“Depurando da questo importo i 10 miliardi circa che i creditori hanno ceduto pro soluto alle banche – segnala il segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi – si evince che la nostra Pubblica amministrazione deve saldare ancora 60 miliardi di euro ai propri fornitori.

Nonostante gli annunci, le promesse e i 56 miliardi di euro messi a disposizione dai Governi che si sono succeduti in questi ultimi anni per il biennio 2013-2014 – prosegue Bortolussi – lo stock di debito rimane ancora molto elevato, poiché la nostra Pa continua a pagare con forte ritardo rispetto a quanto previsto dalla Direttiva europea introdotta nel 2013, che impone di pagare entro 30-60 giorni”.

Infatti, sostengono dalla CGIA, nonostante i tempi di pagamento nell’ultimo anno siano scesi di 21 giorni, secondo Intrum Justitia nel 2015 la nostra Pa si conferma la peggiore pagatrice d’Europa, visto che salda mediamente i propri fornitori dopo 144 giorni, contro i 34 giorni medi che si registrano in Ue. Rispetto ai nostri principali partner economici, la Francia salda le proprie fatture dopo 62 giorni, i Paesi Bassi in 32 giorni, la Gran Bretagna in 24 giorni e la Germania dopo 19 giorni”.