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Salta la nuova legge sulla famiglia a lungo annunciata dal governo socialista francese, i movimenti anti nozze gay della Manif pour Tous festeggiano la vittoria

Salta la nuova legge sulla famiglia a lungo annunciata dal governo socialista francese, i movimenti anti nozze gay della Manif pour Tous festeggiano la vittoria

“I lavori preparatori devono continuare”, questa la spiegazione ufficiale che giustifica il rinvio al 2015 del provvedimento che avrebbe dovuto essere varato dal Consiglio dei ministri francese in primavera. Il Governo Ayrault ha deciso, così, di non presentare l’atteso disegno di legge sulla famiglia, che riguarda anche le coppie omosessuali, ed ha sollecitato  il parere sul testo da parte del Comitato etico nazionale, destinato ad essere consegnato solo dopo le elezioni europee.

Il Governo parigino ricorda anche che il calendario parlamentare é sovraccarico di impegni,  ma probabilmente ciò che  preoccupa maggiormente sono le prossime scadenze elettorali: comunali a marzo, europee a maggio, senatoriali in settembre, regionali nel marzo 2015.
Sarà forse per questo che il primo ministro francese ha deciso di non riaccendere le tensioni e di rimandare il dibattito sui matrimoni tra gay. E così, i movimenti contrari alle nozze gay,  legalizzate lo scorso anno, della Jean-Marc_Ayrault_1organizzazione “Manif pour Tous” esultano.

Una delle misure principali della riforma prevedeva il riconoscimento del ruolo dei patrigni e delle matrigne nelle famiglie «ricomposte». Ma i temi più controversi, aspramente contestati dalla destra, riguardano l’eventuale estensione del diritto alla procreazione assistita per le coppie formate da donne lesbiche e l’autorizzazione della pratica dell’utero in affitto.

In precedenza,  il ministro dell’Interno, Manuel Valls, aveva  annunciato che l’esecutivo si sarebbe opposto all’introduzione nella legislazione francese sia della pratica della fecondazione assistita, sia di quella del cosiddetto utero in affitto. Ci si attendeva, comunque, che i socialisti avrebbero provato ad inserire questi punti durante il dibattito parlamentare, vista la determinazione in merito della Ministra della Famiglia, Dominique Bertinotti, e di una parte del Partito socialista.

«È una vittoria – ha commentato Ludovine de la Rochère, Presidente del collettivo della “Manif pour Tous” – perché quello che si delineava in questo progetto di legge non era favorevole al superiore interesse del bambino e della famiglia». «La sinistra è ripudiata», risponde invece il leader del “Front de Gauche”, lanciando un appello affinché le «elezioni infliggano alle liste di governo una severa punizione».

Isadora Casadonte