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Russia: veto all’Onu alla definizione di genocidio per il massacro di Srebrenica del ’95

Russia: veto all’Onu alla definizione di genocidio per il massacro di Srebrenica  del ’95

La Russia all’Onu mette il veto ad una mozione che definisce “genocidio”  il massacro compiuto dai serbi a Srebrenica nel 1995.

La conferma che il clima internazionale non è certo dei migliori e, soprattutto, rapporti tra Russia ed Occidente sembrano deteriorarsi ogni giorno di più. Pesano in particolare la crisi con l’Ucraina, sfociata in una vera e propria guerra, sia pure condotta con l’interposta presenza delle milizie filo russe dell’est ucraino, e le profonde diversità di vedute nello scacchiera Medio Orientale, specificatamente per quanto riguarda la vicenda della Siria.

Così ogni occasione è buona per Mosca per rimarcare una presa di distanza polemica con le posizioni di Washington e delle altre capitali europee.

Nel caso del voto odierno all’Onu è chiaro il tentativo di Mosca di difendere, sia pure solamente sotto un profilo storico, gli alleati tradizionali nei Balcani e, cioè, i serbi che, sotto sotto, hanno mal digerito le vicende che hanno portato alla dissoluzione della Jugoslavia, da loro dominata in larga parte.