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Roma, una città asfissiata dalla “grande bellezza”. Rifiuti da galera, spionaggio, grandi evasori: la capitale oscilla fra fasti antichi e nuove miserie

Roma, una città asfissiata dalla “grande bellezza”. Rifiuti da galera, spionaggio, grandi evasori: la capitale oscilla fra fasti antichi e nuove miserie
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Da quando il film la “Grande bellezza” ha rilanciato l’immagine della capitale in giro per il mondo in molti si chiedono quale sia il vero volto di una città dove per una finestra con vista sul Colosseo c’è chi è disposto a rischiare una poltrona da ministro. Vale la pena di cominciare questa nostra piccola ricognizione da una bella, ricca e ed elegante signora, insomma quel tipo di donna che sembra fatta apposta dalla natura per frequentare le terrazze a picco sui fori descritte così bene dal film di Paolo Sorrentino. La signora si chiama Angiola Armellini, e la Guardia di Finanza sostiene che abbia occultato al fisco circa 1200 immobili.

1a5260 bellezzaLa signora Armellini, regina dei salotti romani è stata anche la compagna di un eminente leader politico, attributo che fa molto donna manager fra quell’elite romana che passa senza cambiarsi d’abito dai palazzi abusivi, ai palazzi del potere. Sì, perché Angiola Armellini è figlia di un signore che fra gli anni cinquanta e sessanta costruì abusivamente interi quartieri e prima di morire fu rinviato a giudizio con la figlia per una frode fiscale di 500 miliardi di vecchie lire.

Sempre meglio di quello sta capitando in questi giorni al presidente della Regione, Nicola Zingaretti, che ha scoperto di sedersi, da mesi, su una sorta di centrale d’ascolto spionistico nascosta dietro la tappezzeria della sua poltrona posta a capotavola del Consiglio 1a5257 bellezzaRegionale. Sempre meglio di quello che è successo negli uffici della Procura della Repubblica, da dove, non si sa come, è sparita l’ultima perizia tecnica effettuata sulla discarica di Malagrotta.

Malagrotta è la discarica dove per anni sono finiti i rifiuti di Roma, il cui proprietario, Mario Cerroni è comunemente definito “il supremo”. Il “supremo”, re incontrastato dell’immondizia romana, attualmente è agli arresti domiciliari, ma nel luglio scorso un atro mandato di cattura per lui, e per altri suoi sodali, sparì dall’ufficio del giudice per le indagini preliminari. Guardate che non stiamo facendo una ricostruzione storica, stiamo solo sfogliando i giornali dell’ultima settimana.

1a5261 bellezzaSapete quanti dipendenti ha il comune di Roma? Il doppio delle tute blu occupate dalla Fiat negli stabilimenti italiani. Sapete quanti sono i dipendenti dell’Ama, l’ente comunale per la raccolta dei rifiuti? Ottomila, ma l’ex sindaco Alemanno nel 2011 ha pensato che la città non potesse fare a meno di altri 164 spalatori di foglie. Si avete letto bene, “spalatori di foglie”. Sembra che ci voglia un’arte particolare e una fatica non da poco. Che fanno gli spalatori di foglie in estate, quando le foglie stanno ben abbarbicate agli alberi? si riposano in attesa dell’autunno?

Poi ci sono difettucci dove Roma è solo vittima: pensate solo al delirio di una media di 600 manifestazioni di protesta che l’attraversano ogni anno.

1a5263 bellezzaIl sindaco Marino, al Finacial Times, che con la solita simpatia degli inglesi nei nostri confronti aveva definito la capitale “città depressa”, ha replicato: “Roma non è stata fatta in un giorno”. Però non spiegato quanto ci vuole per distruggerla. E allora, dopo questo elenco, che vogliamo fare? Chiedere a Paolo Sorrentino di mettere in cantiere “una grande bellezza 2 la vendetta”?

E va bene, possiamo anche farlo. Ma non cercate di suggerire di cambiare la “grande bellezza” del titolo in “grande schifezza”. Finireste per andare ad ingrossare il numero di chi di Roma ha sempre capito poco.

Claudio Pavoni

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