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Roma Nord: la Diocesi che ha detto di no all’antenna sul campanile

Roma Nord: la Diocesi che ha detto di no all’antenna sul campanile

“Il progresso, un tempo manifestazione estrema di ottimismo radicale e promessa di una duratura e universalmente condivisa felicità, è finito agli antipodi, ove si fanno spaventose e fatalistiche previsioni, e ora rappresenta la minaccia di una inesorabile, inevitabile mutamento, che non promette né pace, né riposo, ma crisi e tensioni continue, senza un attimo di tregua”. Così scrive il sociologo polacco Sigmund Bauman, in un famoso pamplhet sulla fiducia e paura nelle città.

Il sociologo si riferisce in primo luogo alle contraddizioni del mondo moderno, all’arrivo dei migranti nelle grandi città che creano paura ed xenofobia, al dilagare della rete globale e all’inquinamento atmosferico. Da alcuni decenni queste paure della cittadinanza, al momento, non hanno trovato risposte adeguate e certe nella scienza ufficiale.

In effetti, “ i campi magnetici ed i loro effetti sugli esseri umani”, come dichiara in altra parte di Ultima Edizione Riccardo Faccini del Dipartimento di Fisica della Università di Roma La Sapienza, “hanno costituito uno dei principali argomenti di discussione, ma anche di preoccupazione, tra la gente soprattutto a causa della paura che tutti noi possiamo ammalarci di qualcosa di brutto anche a causa delle numerose emissioni che ci raggiungono da telefoni, televisori, linee elettriche. Una di queste paure è certamente quella delle esposizioni alle onde elettromagnetiche causate dalle torri telefoniche che hanno invaso gran parte della città di Roma e di tutta Italia.

E’ il progresso, si dice, e nessuno oggi è disponibile a rinunciare ai benefici della modernità e alla comodità di usare il proprio cellulare o di connettersi con il proprio computer. Per la verità, alcuni comitati spontanei di quartiere della zona di Roma Nord, come Valle Muricana e via Giulio Galli, si sono ribellate all’installazione di torri telefoniche investendo il tribunale amministrativo del Lazio che proprio in questi giorni darà il suo parere vincolante.

Nella sostanza, i cittadini hanno paura di queste emissioni elettromagnetiche che a distanza di anni potrebbero causare seri problemi alla salute. E’ notizia di questi giorni che il Comune di Roma ha approvato il nuovo regolamento per la localizzazione e l’installazione delle antenne e gli altri impianti di irraggiamento delle onde della telefonia mobile. Oltre ai comitati spontanei contrari alle antenne, c’è un Ente Religioso che a Roma Nord, pagando un prezzo ai servizi della modernità, ha risolto il problema in modo radicale. E’ la parrocchia “Sacri Cuori di Gesù e Maria situata al 16 Km della Cassia in località La Storta.

Per dieci anni la Cattedrale, inaugurata nel 1950 dal Cardinale Eugenio Tisserant, ha firmato un contratto con la Società Telecom per l’installazione di un’antenna allestita poi in cima al campanile della Chiesa. Al termine dell’accordo decennale, scaduto nel 2013, la Curia Vescovile, dopo un lungo periodo di disattivazione dell’antenna telefonica, non ha rinnovato il contratto con la conseguenza che in tutta la zona di Roma Nord i collegamenti telefonici sono peggiorati sensibilmente.

La decisione della Curia di non rinnovare il contratto con la Telecom e di dire di no all’antenna sul campanile era stata presa da tempo, “anche – come ci racconta il Cancelliere Vescovile Don Roberto Leoni – per dare una risposta alla manifestazione di disagio di una parte di cittadini che si sono detti contrari alle antenne perché, a loro parere, l’esposizione alle onde elettromagnetiche poteva essere causa di malattie. Giova anche ricordare, a proposito della tutela della salute, che le antenne sono sparse ovunque e non cambia gran che se, tolte dal campanile della Chiesa Cattedrale, finiscono magari sulla terrazza di un vicino condominio”.

C’è da tenere presente che in questa zona di Roma sono presenti le antenne di diverse strutture militari, a partire di quelle della Marina Militare, Mari Tele, e quelle della Radio Vaticana, in via di smantellamento che per anni sono state oggetto di contestazione e di azioni giudiziarie da parte degli abitanti delle zone vicine, a partire da quelli di Cesano.

Il recente documento di Roma Capitale stabilisce che “le antenne devono sparire da ospedali, cliniche, case di cura o di riposo, dalle scuole, asili nido, da oratori e parchi giochi. Inoltre, sul territorio verranno anche dislocate delle centraline per la misurazione dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici e tutti i dati raccolti saranno resi pubblici e consultabili online da parte dei cittadini”.

La delibera del Comune di Roma è decisamente un passo avanti nella difesa dei cittadini dall’irradiazione delle onde elettromagnetiche. Ci si chiede, però, se questa strada sarà percorsa in tempi relativamente brevi. Resta un problema di non poco conto: la copertura telefonica di interi quartieri che rischiano così di non usufruire di un servizio, in questi tempi post moderni, che è ormai nelle abitudini di tutta la popolazione, bambini compresi. Possiamo quindi dire: “No antenna”, “No cellulare!

Giuseppe Careri
(giu.careri@tiscali.it)