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Ritirati e messi a terra i “droni” di sorveglianza israeliani. La decisione è dell’alto comando di Tel Aviv

dopo che tre giorni fa uno dei piccoli aerei senza pilota era stato volutamente fatto precipitare nel Mare Mediterraneo per un malfunzionamento. Si tratta dei droni di modello Heron 1, utilizzati per la sorveglianza da altissima distanza e che possono restare in volo per circa 45 ore senza necessità di rifornimento.

Nessuno conosce esattamente il numero dei velivoli senza pilota degli israeliani né quanti sono quelli ritirati e bloccati a terra per subire un attentissimo controllo. L’evento segue di un anno un caso analogo che, però, riguardò un Heron TP.

Gli israeliani hanno da tempo conquistato una discreta supremazia nella produzione di strumenti del genere utilizzati per il controllo aereo senza la necessità di impiegare uomini nel corso dei voli di sorveglianza. I palestinesi sostengono che i droni di Tel Aviv siano utilizzati anche per lanciare missili. Ovviamente, si riferiscono a taluni attacchi mirati condotti contro esponenti della guerriglia anti israeliana, come nel caso degli Hezbollah o altri gruppi operativi a Gaza e nel sud del Libano.