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Rinviato ancora il capitolo migranti. Se ne riparla a Luglio. Italia resta isolata

Rinviato ancora il capitolo migranti. Se ne riparla a Luglio. Italia resta isolata

Ennesimo tema il cui svolgimento è lasciato in bianco. L’Europa non chiarisce affatto il capitolo sui migranti nonostante le pressanti richieste italiane. Restano i soliti punti scuri per i quali si registra un ennesimo rinvio. Entro la fine di luglio  si riuniranno nuovamente i ministri dell’Interno dei 28 e decideranno sul da farsi.

Nonostante il succedersi di riunioni su riunioni seguite dalle relative dichiarazioni stampa, infatti, l’Europa chiude la parte di vertice dedicato al tema immigrazione senza concludere niente nonostante i nostri giornali cerchino di spacciare per novità cose già decise da un paio di mesi, ma lasciate insolute sul piano della concreta operatività.

Nonostante le dichiarazioni di facciata è confermata la violenza dello scontro  consumato al di là delle porte chiuse.

Le conclusioni ufficiali, così, non possono che ripetere la solita litania sui 40 mila migranti da accogliere solamente con la scelta da effettuare tra coloro cui sarà riconosciuto lo status di rifugiato politico, mentre tutti gli altri saranno rimpatriati. Cosa già decisa l’aprile scorso a livello di Vertice straordinario dei Capi di stato e di governo e che nessuno, certo, si può rimangiare.

Irrisolto il punto nodale. Quello dei criteri da seguire per la suddivisione dei 40 mila nell’arco dei due anni. L’Italia e la Commissione europea volevano l’imposizione vincolante per i 25 paesi coinvolti. Regno Unito, Irlanda e Danimarca, infatti, pur intervenendo rumorosamente in materia, sono comunque esentati dall’eventuale obbligo in ragione della loro adesione all’Unione, contrattata a suo tempo.

Per il resto, non si è ancora capito niente sulle decisioni assunte, se ce ne sono state. Le dichiarazioni di Renzi del resto  confermano la necessità di lasciare un grosso punto interrogativo. Così come quelle di Donald Tusk, Primo ministro polacco e Presidente di turno della riunione in corso a Bruxelles, il quale ha escluso l’obbligatorietà delle cosiddette quote e rinviato le decisioni operative al summit luglierino dei ministri dell’Interno. Un altro? Verrebbe da sbottare.

Viene immediato, infatti, il ricordo dell’altro loro summit di qualche giorno fa nel corso del quale, come informò il Ministro italiano, Angelino Alfano, alla televisione, avevano raggiunto l’accordo sul fatto che la suddivisione dei  migranti paese per paese sarebbe stata vincolante. Invece, così, non è e nessuno dei paesi europei, ad esclusione di Italia e Grecia, è pronto a farsi imporre una quota. Vogliono tutti una scelta su base volontaria.

Siamo di fronte, così, ad una storia su cui circola poca sincerità e solo alla fine, ammesso che una fine ci sarà, vedremo come andranno a finire le cose e a chi resterà il cerino in mano.

Di sicuro, anche Matteo Renzi, Paolo Gentiloni e Federica Mogherini una riflessione su come è stata condotta tutta questa vicenda dovranno pur farla.

Giancarlo Infante