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Rifiuti di Roma senza pace. Polemiche tra Marino e l’opposizione su discarica di Falcognana e quella di Bracciano

Rifiuti di Roma senza pace. Polemiche tra Marino e l’opposizione su discarica di Falcognana e quella di Bracciano

Il tema dei rifiuti è ormai una costante nell’agenda del Sindaco di Roma, Ignazio Marino. Ad accendere nuovamente le polemiche in questi giorni, insieme al caso Cerroni, è la vicenda di Falcognana, località sull’Ardeatina scelta per il dopo Malagrotta, dove già esiste da anni un centro per lo smaltimento di rifiuti speciali.

La chiusura della discarica di Malagrotta, la più grande d’Europa, ha comportato infatti l’urgenza di individuare un’altra destinazione per l’immondizia romana. L’alternativa sarebbe stata quella di ricorrere in misura maggiore allo smaltimento dei rifiuti in altre regioni, o persino all’estero, come del resto é già stato fatto nel recente passato.

Ma quando il sito della Falcognana, durante l’estate, venne indicato per accogliere i rifiuti di Roma, i comitati dei residenti della zona non tardarono a mostrare il loro disappunto, scendendo in strada ripetutamente e bloccando più volte la via Ardeatina. La loro mobilitazione ha presto preso, poi, forma con il Presidio “No discarica al Divino Amore”.

Il Sindaco Marino ed il Presidente della Regione, Nicola Zingaretti, il 2 ottobre 2013, hanno di fatto dato il via all’utilizzo della discarica di Falcognana, dichiarando che il sito sarebbe stato usato solo in casi di emergenza, come  discarica “residuale”.

Un intervento del MIBAC (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo), però, ha bloccato le operazioni all’interno della discarica, perché in contrasto con i vincoli paesaggistici esistenti.

Il 20 gennaio scorso si è finalmente tenuto un incontro, presso la Cooperativa Agricoltura Nuova a Castel di Leva, tra Ignazio Marino e i residenti dell’Agro Romano. Le parole del Sindaco di Roma sembrano chiare: “Falcognana, come ben sapete, non sarà mai utilizzata dal Comune di Roma come discarica per i nostri rifiuti”, ma non sembrano convincere l’opposizione.

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“Si continuano a scrivere pagine e pagine sulla discarica di Falcognana senza mai mettere la parola FINE su questa vicenda”, dichiara nei giorni successivi all’incontro Massimiliano DE JULIIS (FI), Vice Presidente del Consiglio del Municipio Roma IX, cui é giunto subito il sostegno del consigliere reginale di Forza Italia, Antonello Aurigemma. “E’ giunto il momento di produrre un atto che possa inequivocabilmente dire che Falcognana non verrà mai utilizzata per i rifiuti di Roma. Per questo abbiamo trasmesso un documento a tutti i Capigruppo dell’assemblea Capitolina, con la richiesta di firmarlo e votarlo quanto prima. Il documento impegna il Sindaco di Roma Capitale ad escludere definitivamente la Discarica di Falcognana come sito da utilizzare per i rifiuti di Roma, incluso l’eventuale utilizzo come discarica di “servizio” e per le sole emergenze.”

A Castel di Leva, ad ogni modo, il Sindaco ha annunciato la realizzazione di due nuovi impianti per il trattamento dell’organico, in zone ancora da individuare e di una discarica di servizio, anche questa per il momento senza collocazione. «Una discarica di servizio, anche se saremo bravissimi e arriveremo al 70% di differenziata, serve comunque», ha chiosato Marino.

Per quanto riguarda gli impianti, il Primo cittadino della Capitale esclude la realizzazione di termovalorizzatori e di inceneritori: il primo passo sarà occuparsi della parte organica derivante dalla raccolta differenziata. «Per quanto riguarda l’organico abbiamo deciso che costruiremo nella nostra città, in aree ancora da identificare, due biodigestori che permettono la lavorazione attraverso un meccanismo che non è la combustione ma la digestione anaerobica, con cui per esempio dal residuo alimentare si produce biogas e questo ha un valore economico, oppure può essere utilizzato a fini energetici» continua il Sindaco.

La questione resta in ogni caso aperta: «Abbiamo lavorato affinché la discarica di Falcognana non venisse utilizzata dalla città di Roma e tutti i rifiuti non differenziati fossero portati altrove ma questa non è una soluzione definitiva, noi abbiamo bisogno di un piano ed è quello a cui stiamo lavorando».

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L’opposizione, a livello regionale, con il Capogruppo di Forza Italia, Luca Gramazio, si mobilita anche in relazione alla discarica di Cupinoro   indicata da tutti come la discarica di Bracciano. “L’allarme lanciato da Bracciano ambiente e dal sindaco di Ladispoli – dice Gramazio- sono chiari ed inequivocabili. Dal 31 gennaio, come affermato dalla società che gestisce la discarica di Cupinoro, non si potranno più conferire i rifiuti nell’impianto in questione. Ecco l’ennesimo risultato della mancata programmazione di Zingaretti e dell’assessore Civita. E’ finito il tempo dello scaricabarile. Anche il ministro Orlando è stato molto preciso e determinato nell’affermare che prima del commissariamento, vuole vedere i piani di regione e comune. Che, ovviamente, a tutt’oggi non ci sono. La politica del centrosinistra sui rifiuti è stata, finora, inesistente”

Riccardo Marini