UltimaEdizione.Eu  > 

Renzi si insedia alla guida del Pd. Letta torna alle camere per la fiducia, mentre Grillo sostiene le proteste dei “forconi”

Renzi si insedia alla guida del Pd. Letta torna alle camere per la fiducia, mentre Grillo sostiene le proteste dei “forconi”

Matteo Renzi incontra i gruppi parlamentari del suo partito per la prima volta. Lo fa da neo Segretario del Pd che non fa parte del Parlamento. E’ il primo caso di un grande partito italiano, dopo quello di don Luigi Sturzo ai tempi del Partito Popolare. Poi, la prima segreteria convocata , alla Fanfani, in orario inusuale,  di mattina presto: alle 7,30. Quindi, l’attesa dello scontato voto di fiducia che Letta ha chiesto dopo l’uscita dalla maggioranza di governo di Forza Italia. L’insediamento di fatto di Renzi, quello ufficiale avverrà con l’Assemblea nazionale, avviene mentre nello sfondo del sistema politico aumenta la fibrillazione, anche in coincidenza con le manifestazioni dei cosiddetti “forconi”.

Beppe Grillo soffia sul fuoco delle proteste. Giorgio Napolitano, invece, getta acqua su questo fuoco e stronca alla radice ogni illusione di quanti pensano di poter andare ad elezioni politiche anticipate. Del resto, chi sperava sull’intervento di Renzi in questa direzione non può che rimanere deluso dopo le prime uscite del nuovo Segretario del Pd. La crisi del Governo di Enrico Letta non è all’ordine del giorno ha dichiarato il Sindaco di Firenze il quale ha ricordato che, semmai, si tratta di fare lavorare l’esecutivo.

Da quello che ha appreso RomaSettimanale a Montecitorio,  al riparo di orecchie indiscrete, sembra che alcuni diretti sostenitori di Renzi sostengano che, contrariamente a quanto scritto da tutta la stampa, l’incontro tra il neo Segretario ed il Presidente del Consiglio non sia andato proprio così bene come dichiarato ufficialmente. Non perché fra i due vi sia dell’attrito o della incomprensione, ma perché Letta avrebbe spiegato al Sindaco di Firenze come su alcuni aspetti su cui il nuovo Pd vorrebbe dispiegare un’immediata azione riformatrice  non si registra ancora la convergenza e l’appoggio del gruppo di Alfano, da cui oggi dipende la necessaria maggioranza di Governo.

Il Presidente della Repubblica, intanto, continua a far capire, e ancora l’ha ripetuto, che le “elezioni non sono dietro l’angolo”e  che, pertanto “è inutile evocarle”. Un modo molto deciso per evitare inutili eccitazioni da parte dei molti che invece, pur non avendo i numeri per far sciogliere le camere, si agitano forsennatamente per andare alle urne il primo possibile. In primo luogo,  gli ambienti berlusconiani che ancora pensano di poter fare in modo di condizionare il quadro politico nonostante la decadenza del leader di Forza Italia. Solo con delle elezioni a breve, infatti, pensano di essere in grado di recuperare il terreno perduto dopo la secessione organizzata e capitanata da Alfano, Quagliariello, Cicchitto e Formigoni.

Beppe-Grillo-a-Napoli

In questa situazione Beppe Grillo deve alzare i toni. E lui, così, rischia di andare addirittura oltre. O, almeno, in molti così giudicano le su ultime uscite. A partire dalla lettera inviata ai capi delle Forze Armate e della Polizia con cui li invita, in sostanza, a non contrastare la protesta di questi giorni e da tutti definita la “protesta dei forconi” che, agli esordi, da pacifica si è subito trasformata in alcuni casi in guerriglia urbana.

“Vi chiedo- scrive  Grillo ai responsabili dell’ordine pubblico-  di non proteggere più questa classe politica che ha portato l’Italia allo sfacelo, di non scortarli con le loro macchine blu o al supermercato, di non schierarsi davanti ai palazzi del potere infangati dalla corruzione e dal malaffare. Le forze dell’ordine  non meritano un ruolo così degradante. Gli italiani sono dalla vostra parte, unitevi a loro. Nelle prossime manifestazioni – aggiunge – ordinate ai vostri ragazzi di togliersi il casco e di fraternizzare con i cittadini. Sarà un segnale rivoluzionario, pacifico, estremo e l’Italia cambierà. In alto i cuori”.

Le parole di Grillo hanno fatto sobbalzare più di qualcuno sulla sedia. Subito dopo i sobbalzi hanno scatenato un vero e proprio coro di critiche da parte e provocato l’immediata risposta del Ministro dell’Interno, Angelino Alfano: “Gli uomini in divisa sono un presidio di legalità. Legalità che vuol dire garantire la libertà dei cittadini di manifestare le proprie opinioni senza violare le leggi e la libertà degli altri. Legalità vuole dire garantire le istituzioni, che non si toccano”. Quasi tutti gli intervenuti sostengono che il leader del Movimento Cinque Stelle invochi un colpo di Stato.

Critiche a Grillo anche dai sindacati dei poliziotti.

Alessandro Di Severo