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Renzi fissa i “paletti” per il Governo. Costretto a rettificare dopo le polemiche di Alfano, Cuperlo e Civati

Renzi fissa i “paletti” per il Governo. Costretto a rettificare dopo le polemiche di Alfano, Cuperlo e Civati

Si avvicina la data dell’8 dicembre, con  le primarie per l’elezione del segretario del PD, e Matteo Renzi fa sentire sempre più alta la propria voce, anche perché deve puntare ad avere il massimo dei partecipanti al voto che tra una settimana dirà con quale forza egli, probabilmente, sarà impalmato sulla poltrona più importante del Partito Democratico. Un tempo eravamo abituati a primarie cui si presentavano tre milioni o più di iscritti e simpatizzanti del Pd, per l’8 Dicembre l’impegno, soprattutto del Sindaco di Firenze, è per raggiungere l’obiettivo di almeno due milioni.

Così, in un’intervista concessa a “La Repubblica”, Matteo Renzi  indica dei paletti al Governo Letta ed avverte che se non saranno  realizzate “Il Pd separerà il proprio destino da quello del Governo togliendo la fiducia”.

l sindaco di Firenze risponde ad Angelino Alfano che aveva sottolineato il ruolo del suo nuovo partito nell’assicurare la sopravvivenza dell’esecutivo di Letta,  e ribadisce che l’attuale inquilino di Palazzo Chigi si regge sulla maggioranza dei democratici:” il Pd ha trecento deputati, mentre Alfano ne ha solo trenta. Alfano dice che può far cadere il governo. Bene così andiamo subito al voto” e lancia un avvertimento che non lascia il campo a interpretazioni: ”Io non ho paura. Lui si. Perché sa che Berlusconi lo asfalta.”

Renzi non si limita agli avvertimenti, ma va oltre indicando i tre punti che il governo dovrà raggiungere in tema di riforme, Europa e lavoro. Parla di “regole del gioco severe” che non ammettono deroghe o deviazioni.

Renzi, è un fiume in piena. Parla di riforma elettorale. Dice che chi vince “governa 5 anni senza inciuci”. In materia economica chiede  una semplificazione delle regole,  si dichiara contrario all’introduzione di nuove tasse,  vuole invece  una riforma della pubblica amministrazione che,egli dice, “deve dare il buon esempio”. Renzi mette le mani avanti sull’affluenza della prossima settimana ed avverte: “Nel Paese – avverte cresce l’astensionismo ne anche nel Pd”.

Angelino-Alfano

A Renzi risponde polemicamente  Alfano invitando  il Sindaco di Firenze a dire chiaramente che vuole, dopo, la segreteria del Pd anche il posto di Letta a Palazzo Chigi e di non parlare come parlavano i vecchi politici della Prima Repubblica. Polemica anche da parte di Cuperlo: “Quello di Renzi è un assist che si offre alla posizione di Berlusconi. Un po’ preoccupa che il candidato del Pd anche indirettamente rischi di fare sponda alla posizione di Berlusconi” di Civati: “su Repubblica di oggi leggiamo il Renzi della domenica. Quello “governista” tutti gli altri giorni della settimana: solo venerdì, durante il confronto su Sky, aveva garantito per l’ennesima volta il suo sostegno al governo, con posizioni interscambiabili con quelle di Cuperlo. Oggi, dopo aver inoltre candidato molti uomini vicini a Enrico Letta nelle sue liste, cambia verso e annuncia un ultimatum” .

Così Renzi, intervenendo a Pesaro, in qualche precisa e rettifica:  “Non stiamo dicendo al governo: ‘tutti a casa.  Non è in corso una competizione all’interno dei partiti. Il Pd deve fare il Pd, basta ascoltare quello che dice Berlusconi, dobbiamo dire noi quello che c’è da fare”.

Enrico Barone