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Renzi ed il voto nel Mezzogiorno e Napoli di Ugo Grippo

Renzi ed il voto nel Mezzogiorno e Napoli     di Ugo Grippo

Si è conclusa la campagna elettorale e la nuova classe dirigente di Napoli è chiamata ad interrogarsi sulle reali condizioni della città inquadrando i problemi e le risoluzioni in un quadro più vasto di sviluppo che travalichi i confini metropolitani e regionali e che guidi,quindi, la ripresa economica sociale e civile dell’intero Mezzogiorno del Paese.

Nel dibattito etico-politico mondiale si affrontano i problemi relativi alla giusta ripartizione delle risorse occorrenti alla crescita sociale e civile dei paesi sottosviluppati ma sarebbe auspicabile che nel dibattito politico nazionale i problemi di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia tornino ad essere, dopo il tramonto della Prima Repubblica,prioritari.

E la nuova classe dirigente deve pretenderlo.

Non mi riferisco semplicemente ai problemi del mantenimento dell’ordine pubblico e della lotta,anche se egregia, degli organi di polizia contro la mafia,camorra e n ‘drangheta,ma, soprattutto alla elaborazione di  un progetto serio di sviluppo.

Occorre battere il blocco che sin dagli ultimi anni della Prima Repubblica ha gestito il potere senza governare.

Perché governare significa scegliere,decidere,assumere responsabilità,rispondere dei risultati.

Per ottenere risultati significa conoscere ,stabilire programmi, metterli in processo, discuterli ,verificarli, rompere interessi consolidati.

Renzi ha dimostrato nell’impegno elettorale che puntava a guadagnare consensi non tanto per le amministrative ma essenzialmente per l’appuntamento referendario di ottobre.

Ma deve,comunque, sapere che il Mezzogiorno attende risposte concrete che non sono, certo ,gli interventi a Pompei  o riciclo di fondi già destinati ad esso.

L’idea di programma, di moderno sono idee unitarie obbligate ad obiettivi che tendono a cambiare la realtà che si governa quando questa non risponde alle aspettative.

Non che sia facile perché Napoli è una realtà, una società del molteplice, del discontinuo, del separato, atomizzato e quotidiano liberismo spicciolo di singoli o gruppi.

Ognuno tende a se in un sistema diviso non per classi o corporazioni ,ma per interessi  e accordi provvisori, precari, sempre mutevoli.

In questa situazione un potere che non governa trova il suo habitat ideale sposando una cultura che genera un sistema corruttore perché spinge il cittadino alla tecnica del raggiro e della evasione della legge purché sostenuto e protetto da notabili giusti.

Prima della sua scomparsa Pasquale Saraceno nell’ultimo rapporto sul Mezzogiorno configurava “blocco sociale”  di interessi,molto più radicato e diffuso e quindi molto più forte anche del vecchio “blocco agrario” che fu fino  agli anni cinquanta il bersaglio  del meridionalismo classico.

Saraceno  sottolineava  che un blocco sociale  formato da notabilato politico e imprenditori edili, con irruzione della criminalità organizzata formava un sistema malavitoso che  strozzava la politica meridionale e così alimentava la cultura della emergenza,delle leggi di accelerazione della spesa e della concessione pubblica.

Naturalmente c’è anche del buono insieme al marcio anche se a volte questo prevale perché a volte occupa posti chiave in consigli di amministrazione, in enti erogatori,nei controlli,nei servizi e nei luoghi di gestione. La cosa più grave è che questo sistema si è modernizzato seguendo progressioni geometriche consolidando le sedi di collegamento finanziario con le centrali.Ma abbiamo la convinzione che si destinino sempre maggiori risorse al centro Nord perché si giustifica che devono sostenere i costi della competitività italiana sui mercati.

Serve,di conseguenza,un Mezzogiorno sottosviluppato e preda della emergenza.E le scarse risorse destinate al Sud,in assenza di un qualsiasi progetto di sviluppo,a medio e lungo periodo alimenta quel  “ blocco sociale”.

In conclusione,caro Renzi il voto del Sud e a Napoli è contro le tue affermazioni,E’ un voto proprio contro di te.Hai voglia di affermare che si trattava di competizioni amministrative!I meridionali sia quelli che hanno votato che quelli che si sono astenuti sono più intelligenti di quanto tu possa credere e sanno valutare.Sono stanchi di proclami inconsistenti come masterplan ed altro. E poi ,non hai,all’interno del tuo partito nemmeno saputo scegliere i candidati. Questo è il caso di Napoli ad esempio.

Ugo Grippo