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Referendum: ” sì”, ” no”. Meglio prenderla a ridere. Ci aiuta Marione

Referendum: ” sì”, ” no”. Meglio prenderla a ridere. Ci aiuta Marione

La lettura delle più importanti vicende dell’Italia attuale. Una lettura che usa gli occhi, il guizzo e il tocco grafico di Mario Improta, detto         “ Marione”, che della satira fa un formidabile strumento di illustrazione del nostro mondo, senza mai abbandonarsi alla volgarità e alla cattiveria gratuita.

Questo l’ultimo contributo sotto il titolo “ Io sono Marione. E sti cazzi” che viene da una attivissima casa editrice indipendente NOEAP, la “treditre editori” CLICCA QUA.

Vanta la prefazione di due grandi personaggi:  Elio Lannutti, giornalista, fondatore nonché presidente dell’Adusbef, direttore di TV privata e Ferdinando Imposimato, Presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione.

Si tratta di una  raccolta di vignette nella quale, parlando della nostra cronaca, grande o piccola, eccitante o avvilente che sia, ovviamente ritroviamo Matteo Renzi, Beppe Grillo, Giorgio Napolitano, Pierluigi Bersani, e tanti altri personaggi che, televisioni, giornali e il dibattito politico – chiamiamolo così! –  fanno intrufolare nelle nostre case tutti i giorni contribuendo ad informarci, sia pure sotto altre prospettive e con altre modalità.

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Come mezzo di informazione queste vignette sono sicuramente più spassose e disincantate, spingendo più al sorriso – benché a volte amaro – invece di quella rabbia che, molte volte, sentiamo montare dentro, soprattutto in tempo di referendum, per il “si” o per il “no”, ridotto ad una corrida faziosa e, in alcuni tratti, persino volgare. Così vedendo il referendum con gli occhi di Marione viene proprio da dire: ma sì! prendiamola a ridere!!!!!!!

Questo intelligente disegnatore satirico ci offre delle vere e proprie“ fotografie”, fatte in punta di matita, dei nostri politici, costringendoci a riflettere davvero su quello che – sempre  a doppia firma – viene scritto nella prefazione del volume quando si parla della stampa italiana:       “ La funzione della stampa, il ‘Quarto Potere’ nell’Italia del dopoguerra, invece di svolgere il ruolo di cane da guardia del potere, ha assunto la funzione di cane da riporto di un sistema partitocratico marcio, specie di una Banca d’Italia ed altre autorità vigilanti asseverate agli interessi dei vigilati, che ha generato un intollerabile sistema di corruzione in tutti i settori della vita pubblica e privata, dagli appalti, alla sanità, intenta a tessere le lodi del moderno principe, sui cinegiornali Rai e Tv private a reti unificate, occultando le notizie sotto la bava di giornalisti striscianti e genuflessi al potere politico ed economico. Oggi più che mai, nel tempo dell’inganno universale globalizzato, nell’Italia del ‘renzismo’ transeunte, che fabbrica falsi miti e feticci artefatti, in particolare con l’istituzione dell’Anac, Autorità Anticorruzione, come foglia di fico delle continue malefatte, la verità disvelata con la satira, che sbeffeggia e mette alla berlina il potere costituito, è sempre più rivoluzionaria”.

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Il riferimento al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, fa chiaramente capire che, inevitabilmente, la lingua batte dove il dente duole.  Va da sé, infatti,  che un personaggio, il quale, quanto ad esuberanza, con Silvio Berlusconi, è superiore alla media dei politici italiani, attiri l’attenzione dello scrittore satirico e disincantato, ma mai fazioso per partito preso.

In questo modo, l’ironia offre l’occasione per far scoccare il sorriso di fronte a questioni che, altrimenti, potrebbero persino far scorrere calde lacrime, viste le condizioni in cui è ridotto il Paese.

Quelle condizioni, ancora una volta ce lo dice la prefazione di Lanutti ed Imposimato, rese possibili anche grazie al contributo di  giornali e giornalisti: “ I mezzi di informazione, hanno avuto una grande responsabilità nel degrado dell’Italia,  nonostante il dovere più pregnante del giornalista, caposaldo del diritto di cronaca è il dovere di verità, considerato sia dalla legge istitutiva dell’Ordine (n. 69 del 1963) che dalla stessa Carta dei doveri quale “obbligo inderogabile”.

Una raccolta, insomma, dalla elegante veste editoriale, che si lascia leggere e rileggere con  leggerezza. Ma mai con superficialità. Un occasione che Marione ci fornisce per riflettere sulla gente che mandiamo a governarci e su di noi che li ascoltiamo.

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