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Rapimento Abu Omar del 2003: Italia condannata dalla Corte dei diritti dell’Uomo

Rapimento Abu Omar del 2003: Italia condannata dalla Corte dei diritti dell’Uomo

Italia condannata dalla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo per il rapimento e la illegale detenzione dell’ imam Abu Omar, sequestrato a Milano il 17 febbraio 2003 dalla Cia che si avvalse dalla collaborazione del Sismi, i servizi segreti militari italiani, guidati allora da Nicolò Pollari.

Il nostro Paese è stato condannato perché, come dice la sentenza, “le autorità italiane erano a conoscenza che Abu Omar era stato vittima di un’operazione di ‘extraordinary rendition’ cominciata con il suo rapimento in Italia e continuata con il suo trasferimento all’estero”.

L’Italia, inoltre, ha violato il diritto di Abu Omar a non essere sottoposto a tortura e maltrattamenti come, invece, avvenne successivamente quando fu consegnato alle autorità egiziane.

Inoltre,la condanna giunge anche perché l’Italia hu successivamente applicato il “principio del segreto di Stato in modo improprio e tale da assicurare che i responsabili per il rapimento, la detenzione illegale e i maltrattamenti ad Abu Omar non dovessero rispondere delle loro azioni”.

A questo riguardo,la Corte di Strasburgo sostiene che “nonostante gli sforzi degli inquirenti e giudici italiani, che hanno identificato le persone responsabili e assicurato la loro condanna, questa è rimasta lettera morta a causa del comportamento dell’esecutivo”.