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Pubblicate le lettere segrete di Carlo. Accusato ora di fare troppa “lobbying”

Pubblicate le lettere segrete di Carlo. Accusato ora di fare troppa “lobbying”

Dopo dieci anni di battaglie di ogni genere, The Guardian di Londra riesce a pubblicare 27 lettere che il Principe Carlo ha indirizzato tra il 2004 ed il 2005 a diversi ministri e alle quali era stato impedito finora di vedere luce su una pagina di giornale, con un costo delle spese a carico dei contribuenti pari a 400 mila sterline. Tanto sono costati i tentativi giudiziari del Governo di Downing Street per evitarne la pubblicazione.

Il giornale londinese, che ha vinto la sua battaglia legale appellandosi alla legge sulla libertà d’informazione e contro il parere anche dell’esecutivo di David Cameron, sostiene che la lettura delle carte conferma “l’ampiezza e la profondità” dell’attività di lobbying  sul Governo da parte dell’erede del trono.

La pressione su diversi ministri, e relativa a diverse questioni, sarebbe stata esercitata da Carlo nel periodo di Tony Blair al quale, rivela The Guardian, il Principe si rivolgeva per richiedere il miglioramento delle attrezzature per le truppe britanniche in Iraq.

Altre missive erano dirette ad ottenere interventi per prevenire la diffusione della tubercolosi bovina, il sostegno agli agricoltori altrimenti danneggiati dai supermercati, la candidatura di una persona come consulente di Downing Street sulla progettazione di nuovi ospedali e in merito all’applicazione di una direttiva dell’Unione europea che limita l’uso di farmaci a base di erbe alternative da utilizzare nel Regno Unito.

Altre questioni affrontate da Carlo, nella corrispondenza con i ministri, secondo il Guardian, però, farebbero intravedere situazioni più controverse e delicate come sarebbero quelle della sostituzione degli elicotteri militari Lynx o la riqualificazione di un ospedale a Sunderland in cui sarebbe stata coinvolta l’organizzazione benefica del Principe attiva in campo architettonico e paesaggistico.

Secondo il giornale londinese, la corrispondenza in questione dimostra che i ministri spesso hanno risposto positivamente alle proposte del Principe mostrando di tenere i suoi interventi in grande considerazione.

The Guardian ricorda come, nel periodo successivo a quello relativo alle lettere pubblicate, l’attività di Carlo non è cessata ed i suoi rapporti con i ministri e le strutture governative sono continuati. Dall’inizio del 2010, dettaglia il giornale, il Principe ha tenuto 87 incontri con ministri, leader dei partiti dell’opposizione e funzionari del governo. Quest’anno ha avuto incontri, tra gli altri, con David Cameron, con il leader del Partito nazionale scozzese, Nicola Sturgeon, con il Segretario all’istruzione, Nicky Morgan, e con l’allora Ministro per la Scozia, Alistair Carmichael.

La conclusione è che Carlo dimostrerebbe chiaramente l’intenzione di regnare in una maniera più presente di quanto non abbia mai fatto sua madre, la Regina Elisabetta.

La pubblicazione delle lettere, così, sta facendo mobilitare quella parte repubblicana, tenace soprattutto nel mondo laburista, nel Regno Unito mai completamente scomparsa, la quale comunque punta a solleticare un diffuso sentimento presente nel popolo a tutti i livelli basato sull’idea che la Monarchia sia un qualcosa destinato a rimanere al di sopra delle beghe della vita quotidiana.

Il portavoce di Carlo ha invece sostenuto che la pubblicazione delle lettere confermano le preoccupazioni del Principe di Galles su questioni da lui sempre sollevate esplicitamente e di pubblico interesse e, in ogni caso, “cercando di trovare soluzioni pratiche per affrontare i problemi”.

Alan Rusbridger, il Direttore del Guardian ha dichiarato: “è sconvolgente che il governo abbia speso centinaia di migliaia di sterline di denaro pubblico nel tentativo di impedire la loro pubblicazione. Ora, dopo 10 anni, siamo lieti di essere in grado di condividere il contenuto della sua corrispondenza e permettere alle persone di trarre le proprie conclusioni”.