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Prime votazioni in aula alla Camera sulla Legge elettorale. L’accordo Renzi Berlusconi tiene. Spuntano, però, 20 franchi tiratori

Prime votazioni in aula alla Camera sulla Legge elettorale. L’accordo Renzi Berlusconi tiene. Spuntano, però, 20 franchi tiratori

L’aula di Montecitorio ha cominciato a votare sulla Legge elettorale frutto dell’accordo tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi partendo dalle pregiudiziali di costituzionalità presentate dal Sel di Nicki Vendola, da  Fratelli d’Italia e dal M5S. I centristi di ‘Per l’Italia’ di Mario Mauro hanno intanto ritirato la propria e votato a favore. Spuntano, però, 20 franchi tiratori. Un pericolo che, già dalle prime ore della mattina, paventava “Il Giornale” di proprietà della famiglia Berlusconi.

Un segnale che significa qualcosa o si tratta solo una forma spontanea di quella  protesta diffusa che attraversa anche i due partiti maggiori su come è stato gestito ed “imposto” l’accordo raggiunto tra i due leader principali di Pd e Forza Italia?

Mentre il Nuovo centra destra di Angelino Alfano ha votato disciplinatamente con i due partiti maggiori, la Lega ed il Centro democratico hanno manifestato la loro contrarietà. La Lega,  lamentando il fatto che un suo parlamentare non ha potuto votare in Commissione Affari costituzionali, si è allontanata polemicamente dall’aula. La stessa cosa che hanno fatto anche i parlamentari del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Il Centro democratico di Tabacci, invece, ha finito per votare con le opposizioni pur costituendo una costola elettorale autonoma del Partito democratico.

Sui banchi del Governo erano presenti, al gran completo, tutti i ministri guidati da Alfano. Mancava solamente per impegni istituzionali il Presidente del Consiglio,  Enrico Letta.

 RomaSettRed