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Per la prima volta e con 15 giorni di anticipo: Ricercatori dell’ Università La Sapienza prevedono l’esplosione di una “Supernova”

Per la prima volta e con 15 giorni di anticipo:  Ricercatori dell’ Università La Sapienza  prevedono l’esplosione di una “Supernova”

Una carambola cosmica, seguita dagli astrofisici di mezzo mondo: il fenomeno della Supernova in tutto il suo massimo splendore. Poter essere testimoni e soprattutto spettatori di uno degli eventi più spettacolari e scientificamente importanti dell’astrofisica non è cosa di tutti i giorni. Stiamo parlando appunto dell’esplosione di una supernova, una delle stelle binarie che fanno parte della costellazione del Leone. La prima volta nella storia dell’Astrofisica e dell’Astronomia che si è stati in grado di prevedere un simile fenomeno con 15 giorni di anticipo.

Un evento eccezionale che ha coinvolto in prima persona un gruppo di ricercatori italiani e stranieri del International Center for Relativistic Astrophisics (ICRA) dell’ Università La Sapienza di Roma, guidato dal professor Remo Ruffini, illustre relativista. Già nell’antichità ne parlavano arabi e cinesi, incuriositi dalla straordinaria fonte luminosa, visibile anche di giorno, tanto ritrovarla anche su documenti risalenti al 1054.

supernova5Un risultato a dir poco straordinario, che giunge al termine di un lavoro di ricerca certosino, quasi da aspetti e sfumature maniacali, che trova le sue fondamenta a fine aprile. E’ il 27 del mese quando l’equipe di ricercatori rileva un lampo di radiazioni gamma proveniente dalla costellazione del “Leone”.

E qui ci aiuta il professor Ruffini a ricostruire la meccanica dell’evento. “Accade – ricorda il ricercatore – che in una stella binaria, una delle due iniziasse la sua fase di scoppio in supernova, liberando attorno materiale che, in parte si accumulava sulla stella a neutroni che l’accompagnava aumentandone la sua massa. E quando quest’ultima aveva raggiunto la presenza di una massa critica si innescava un processo di collasso che la trasformò in un buco nero emettendo il raggio gamma registrato”.

Il 2 maggio, sulla scorta dei risultati elaborati in base al modello del quale erano in possesso, i ricercatori, tra lo scetticismo generale, dettero l’allarme a tutti i grandi osservatori attivi nei vari continenti. “Il grande risultato – sono ancora parole di Ruffini – fu registrato il 14 maggio nell’isola spagnola di Gran Canaria, nell’ Atlantico di fronte al le coste del Marocco, dove grazie al Gran Telescopio Canarias venne fotografato lo straordinario evento. In tal modo si confermò la nostra previsione”. Un evento durato poco più di 200 secondi a quattro di anni luce dalla terra.supernova2

“Tutto ciò che abbiamo visto – prosegue ancora Ruffini – è un qualcosa che ci ha permesso di scoprire e vedere una supernova anomala che getta le basi su una nuova fisica su cui catalizzare le nostre ricerche”. Una conferma che viene anche dal premio Nobel Riccardo Giacconi il quale, allertato da Ruffini, metteva in funzione il telescopio situato nell’osservatorio orbitale della Nasa, raccogliendo preziose conferme.

Un evento la cui portata è stata sottolineata anche dal Ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza: “Un risultato – sottolinea il Ministro – che premia non solo i ricercatori italiani ma indica al nostro Paese la via giusta da seguire: investire nella ricerca” . Un aspetto decisamente interessante di una ricerca importante quanto quella della “Supernova” viene proprio dall’età dei giovani ricercatori, del gruppo del professor Ruffini, compresa per tutti tra i 25 e i 29 anni . A testimonianza della validità e della bontà di una scuola, l’Università italiana, che da sempre continua a produrre vere “eccellenze” tra i suoi studiosi.

Enrico Barone