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Pensano e inventano un’impresa: non hanno lavoro e così cosa fanno? ecco il “carretto che portava gelati”

Pensano e inventano un’impresa:  non hanno lavoro e così cosa fanno?  ecco il “carretto che portava gelati”

L’arte di arrangiarsi ha da sempre fatto parte del DNA degli italiani. Una dote che siamo stati capaci di tirare fuori al momento opportuno: nella buona e nella cattiva sorte come dimostrato dalla storia. Ma è soprattutto nei momenti di crisi economica come quello attuale che il genio italico riesce sempre a stupire tutti. Non stiamo parlando di scienziati in procinto di presentare una brillante scoperta, ma di un gruppo di amici di Omegna, in provincia di Verbania, sulle sponde del lago Maggiore, che grazie, alle ricette della nonna sono stati capaci in inventare un lavoro ormai scomparso. Complice dell’iniziativa l’acquisto di un vecchio carrettino da gelataio del 1930. Un pezzo d’antiquariato, ma perfettamente funzionante.

gelati4E’ Mauro Previato, uno dei neo imprenditori a raccontarci come è andata: “L’idea è venuta a me e a un gruppo di amici, anche loro di Omegna, dopo aver acquistato un vecchio carrettino da gelataio, risalente al 1930, e con esso anche delle antiche ricette. All’inizio era pura curiosità, poi però abbiamo visto che la cosa poteva trasformarsi in una occasione di lavoro, ed eccoci qui”.

Il carnet delle ricette è rigorosamente salutista. I ragazzi hanno promesso che non faranno mai uso di prodotti non legati alla stagione. Una scelta difficile e che, almeno nella fase iniziale, comporterà delle rinunce.

gelati5“Certo, non abbiamo il gelato al pistacchio perché da noi non c’è questa pianta, così come non c’è la banana – spiega Previato -, però abbiamo il mirtillo, la nocciola e la noce, la fragola e il pompelmo di Cannero, l’uva ossolana Prunent, mela e pera e tanti altri gusti diversi, compresa la ciliegia di Anzola. Come prodotto base utilizziamo il latte della Latteria Antigoriana di Crodo, e nessun conservante”.

In pochi mesi è stato un successo, malgrado il clima finora non sia stato affatto favorevole. Una sfida che entusiasma la comunità locale
Dal carrettino ai più moderni veicoli a tre ruote il passo è stato breve. Di antico sono rimaste le “ricette della nonna” che prevedono l’uso esclusivo di prodotti locali, della sponda lombarda del Lago Maggiore. Ma, come si dice, l’appetito viene mangiando ed ora Previato e compagni hanno intenzione di espandersi, come si dice diventare anche fornitori di gelati.

gelati3“Abbiamo obiettivi ambiziosi anche se rapportati al nostro territorio – prosegue Previato -: i “carretti del gelato” sono presenti a Verbania, Stresa, Domodossola e prossimamente anche a Cannobio e speriamo di poter andare anche in Svizzera. Il nostro progetto prevede il coinvolgimento di altri piccoli imprenditori che potrebbero cogliere questa occasione per diventare nostri collaboratori. Penso ad esempio alla produzione delle ciliege ad Anzola di cui c’è forte richiesta: la coltivazione di questo frutto, particolarmente pregiato, potrebbe essere ripresa in una buona dimensione”.

Un idea buona che in momenti di crisi come quella attuale potrebbe restituire fiducia nel futuro ed una dimostrazione che la strada indicata dal Premier Enrico Letta possa portare verso risultati positivi. E sinora ha prodotto almeno la voglia di tenere pulita l’area dell’Arena dove i gelatai verbanesi sono soliti sostare. E adesso vuoi che anche la politica, sempre più a caccia di denaro vorrà metterle nani sull’iniziativa?

Enrico Barone