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Passeranno dal porto di Gioia Tauro le armi chimiche siriane destinate alla distruzione. Il “no” dei sindaci della zona

Passeranno dal porto di Gioia Tauro le armi chimiche siriane destinate alla distruzione. Il “no” dei sindaci della zona

Sarà il porto calabrese di Gioia Tauro l’infrastruttura presso cui saranno trasbordate e distrutte le armi chimiche prelevate dal porto siriano di Latakia. L’annuncio è stato dato oggi in Parlamento dal ministro degli Esteri Emma Bonino e dal ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, nel corso della riunione congiunta delle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato.

L’operazione di trasbordo delle armi (che attualmente riempiono circa 1.500 container) è stata definita dalla Bonino come “la più importante, negli ultimi dieci anni, in materia di disarmo”. “Un contributo –  ha aggiunto il ministro degli Esteri – che si inserisce nel grande obiettivo per la creazione di un’ area medio orientale priva delle armi di distruzione di massa”.

In una nota ufficiale, Palazzo Chigi ha spiegato: «Aderendo alle disposizioni contenute nella Risoluzione 2118 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 27 settembre 2013, il Governo italiano, che ne ha informato il Parlamento, ha deciso di contribuire all’azione della comunità internazionale diretta alla distruzione di armi chimiche siriane impiegate nei mesi scorsi ai danni di popolazioni civili nel drammatico conflitto che ha luogo nel Paese ».

In merito ai tempi entro cui si svolgerà l’operazione, le commissioni hanno ascoltato il direttore generale dell’Opac ( Organizzazione delle Nazioni Unite per la proibizione delle armi chimiche), il turco Ahmet Umzumcu, il quale ha precisato che tutto avverrà nella prima metà del mese di febbraio.

il porto di gioia tauro

La distruzione definitiva delle armi è prevista che avvenga a bordo della nave americana Cape Ray in acque internazionali ancora non rese note. Si tratta di zone del mediterraneo? Dell’Oceano Atlantico?

Il trasbordo di agenti chimici avverrà «da nave a nave» senza toccare il suolo italiano. Cioè senza sbarcare i fusti contenenti le sostanze chimiche pericolose nemmeno in banchina e senza, così,  che il carico debba essere stoccato in depositi a terra. L’operazione, ha spiegato ancora il ministro degli Esteri, non dovrebbe durare più di «48 ore».

Dopo che le armi saranno trasferite dalle navi, una danese e l’altra norvegese, partite dalla Siria, sulla Cape Ray si provvederà alla distruzione delle sostanze chimiche contenute negli ordigni  mediante idrolisi. Il primo viaggio previsto é quello della nave danese Ark Futura.

Le assicurazioni fornite dai ministri Bonino e Lupi tuttavia hanno suscitato la protesta del sindaco di Gioia Tauro,  Renato Bellofiore, e di altri amministratori locali delle zone calabre confinanti.  Il primo cittadino  non ha mancato di criticare la decisione del governo che “come al solito, viene dall’alto. Siamo sempre considerati cittadini di serie B”, aggiungendo subito dopo: “Gioia Tauro non ha neppure un ospedale attrezzato per questa esigenza”.

arkfutura

 

Frattanto, si sono mobilitati anche altri sindaci della zona che hanno 0rganizzato un vertice al termine del quale sarà ufficializzata la decisione di chiudere il porto di Gioia Tauro. Secondo alcune voci sembra che la nave Ark Futura  che trasporterà i container dovrebbe giungere in porto sin da domani.

Enrico Barone