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Parigi ferita reagisce. Violento bombardamento sull’Isis a Raqqa in Siria. Arresti in tutta la Francia

Parigi ferita reagisce. Violento bombardamento sull’Isis a Raqqa in Siria. Arresti in tutta la Francia

La Francia ferita reagisce e mantiene la promessa fatta dal Presidente Francoise Hollande subito dopo la strage di Parigi: la vendetta sarà feroce.

Jet francesi  hanno così pesantemente bombardato la città di Raqqa in Siria, considerata la sede dei principali comandi dell’Isis. Da quello che trapela, fonti irachene avrebbero avvertito la Francia e altri paesi occidentali che gli uomini del Daesh stavano progettando, proprio a Raqqa una clamorosa operazione terroristica.

Così la prima ed immediata risposta all’Isis è stata indirizzata proprio verso questa città che si trova nel centro della Siria, tra Aleppo ed il confine iracheno. Un confine che in realtà da tempo non esiste più perché il Califfato islamico ha creato un vero e proprio stato proprio nel mezzo della Mesopotomia creando una nuova entità che trova proprio in Raqqa uno dei principali centri di guida e di aggregazione.

Almeno fino a quando i jet francesi non sono giunti a colpire il comando militare del Daesh, depositi e campi di addestramento in cui gli uomini del terrorismo islamico avrebbero preparato alcuni dei componenti del commando che ha operato a Parigi uccidendo 132 persone.

Secondo le notizie diffuse dopo i bombardamenti, 12 velivoli francesi avrebbero ripetuto i loro interventi su almeno 20 obiettivi, alcuni segnalati a Parigi dai servizi americani, dopo essersi levati in volo simultaneamente dalle loro basi in Giordania e negli Emirati Arabi.

In Francia, intanto, sarebbe stata completata la lista dei partecipanti all’attacco parigino. Numerose perquisizioni ed arresti sono stati effettuati in diverse zone del Paese. Segnalata, in particolare, un’operazione di polizia condotta a Grenoble con ingenti mezzi e numerosi agenti.

Il governo parigino si starebbe preparando inoltre a proclamare uno stato di emergenza destinato a durare circa tre mesi. In  questo periodo potrebbero essere presi provvedimenti nei confronti delle moschee abitualmente controllate da imam sostenitori dell’islamismo estremista e radicale.