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Parigi: conferenza sul clima si chiude con bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto

Parigi: conferenza sul clima si chiude con bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto

Bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno. Ognuno trarrà il proprio giudizio alla conclusione dell’attesissima Conferenza mondiale sul clima che si è conclusa a Parigi senza accontentare nessuno e senza scontentare nessuno in materia di riduzione di riscaldamento del pianeta su cui viviamo.

L’impegno è quello di lavorare per ridurre l’innalzamento della temperatura mondiale di un grado  e mezzo. Destinato un fondo di 100 miliardi di dollari per superare le difficoltà dei paesi in via di sviluppo che, dopo il petrolio consumato dai paesi ricchi, sono i più grandi utilizzatori di prodotti fossili come il carbone e bruciatori di legna, molto speso anche solo per soddisfare i bisogni primari delle persone,  con conseguente notevole riduzione delle foreste.

Questi miliardi, distribuiti nell’arco dei prossimi cinque anni, serviranno ovviamente a finanziare progetti tesi alla riduzione dell’emissione di sostanze inquinate nell’atmosfera al fine di ridurre la quota dell’innalzamento delle temperature a causa del cosiddetto effetto serra la cui causa va trovata nel C02 liberato in aria soprattutto per il consumo di materiali fossili che dappertutto dovrebbero essere velocemente sostituiti da energie alternative.

A differenza delle precedenti conferenze mondiali, questo finanziamento potrebbe  rivelarsi un elemento importante per il coinvolgimento dei paesi poveri che, ovviamente, non sono altrimenti in grado di investire nella salvaguardia ambientale con le loro già scarse risorse.

Delusi gli ambientalisti che volevano di più e che stanno già organizzando nella stessa Parigi dove si è tenuta la conferenza le prime manifestazioni di protesta.