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Onu: terribili i dati delle violenze sui civili in Iraq. 19 mila morti. 32 mila feriti. 3,2 milioni di sfollati

Onu: terribili i dati delle violenze sui civili in Iraq. 19 mila morti. 32 mila feriti. 3,2 milioni di sfollati

Sono terribili i dati resi noti dalle Nazioni Unite sulle violenze subite dai civili in Iraq negli anni 2014 e 2015. Si tratta di 18.802 morti, di  e 36.245 e di 3,2 milioni di persone sfollate dalle proprie case. Gran parte delle uccisioni sono da ascrivere agli scontri con l’Isis, o Daesh, che ha creato il proprio Califfato islamico a cavallo di Iraq e Siria riuscendo ad imporre, in una vasta area,  le proprie regole violente e spietate.

Se secondo i controllori dell’Onu, però, nei confronti dell’Isis si può parlare di violenza sistematica, di crimini contro l’umanità e genocidio, molti abusi sono da addebitare anche ad altre forze in campo come quelle dei miliziani curdi.

Il rapporto realizzato dalla Missione di assistenza delle Nazioni Unite per l’Iraq e dall’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani, si basa su testimonianze dirette di vittime di violenze e di testimoni di abusi commessi contro i diritti dell’uomo.

In alcune zone, sotto il ferreo controllo degli islamisti dell’Isis, come la provincial di Anbar, si teme però che i dati possano essere non corrispondenti alle denunce raccolte e che il numero di vittime e gli abusi siano in realtà molto più numerosi.

Secondo gli esperti delle Nazioni Unite, un capitolo a parte  meritano i rapimenti dei bambini  strappati alle loro famiglie per essere indottrinati e costretti all’addestramento militare. Solo nella città di Mosul, divenuta la capitale politica del Califfato, si sommano oggi i casi di ben 900 bambini rapiti per ed utilizzati anche come attentatori suicida.