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Olio di Oliva taroccato? Grandi marchi sotto inchiesta a Torino. Dai banchi dei supermercati a quelli di tribunale?

Olio di Oliva taroccato? Grandi marchi sotto inchiesta a Torino. Dai banchi dei supermercati a quelli di tribunale?

Il Pm di Torino Guariniello ha messo sotto inchiesta famosi marchi di olio commercializzati nei supermercati perché quello che vendono non sembrerebbe trattarsi di olio extravergine d’oliva. Dal banco dei centri commerciali, così, rischiano di fornire su quello di un tribunale. Non si sa se resterà quello del capoluogo piemontese perché il Procuratore capo di Torino, Armando Spataro, una volta saputo dell’inchiesta da parte di Guariniello ha chiesto di avere il fascicolo in visione anche per la valutazione della competenza territoriale, visto che tutti gli oli in questione sono prodotti in Toscana, Abruzzo e Liguria.

La questione dell’olio, insomma, ha finito per portare ad ebollizione anche il clima nella Procura della Repubblica più importante del Piemonte dove non si produce l’olio in questione, ma sono comunque venduti i sei marchi coinvolti nell’inchiesta. Si tratta di nomi importante dell’olio più commercialmente noti come Carapelli,  Santa Sabina, Bertolli, Coricelli, Sasso, Primadonna e Antica Badia.

Guariniello, che non è nuovo all’avvio di inchieste su prodotti di largo consumo che potrebbero rivelarsi pericolosi per i consumatori, avrebbe aperto il fascicolo sulla base di una segnalazione di un periodico specializzato nel settore e dopo le verifiche compiute dal Nas dei Carabinieri di Torino giunti alla conclusione che in una buona parte dei contenitori controllati non vi era olio extra vergine, ma semplice olio d’oliva, meno costoso e di qualità inferiore.

Il Ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, è intervenuto rilasciando la seguente dichiarazione: “Seguiamo con attenzione l’evoluzione delle indagini della Procura di Torino, perché è fondamentale tutelare un settore strategico come quello dell’olio d’oliva italiano. Da mesi abbiamo rafforzato i controlli, soprattutto in considerazione della scorsa annata olearia che è stata tra le più complicate degli ultimi anni. Nel 2014 il nostro Ispettorato repressione frodi ha portato avanti oltre 6 mila controlli sul comparto, con sequestri per 10 milioni di euro. È importante ora fare chiarezza per tutelare i consumatori e migliaia di aziende oneste impegnate oggi nella nuova campagna di produzione”.

Il ministro, insomma, non si stupirebbe affatto se dovesse anche in questo caso venire fuori una frode.