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Ocse: ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più poveri

Ocse: ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più poveri

Il divario tra ricchi e poveri continua ad aumentare in tutto il mondo. E’ questa una costante degli ultimi anni come confermano i dati dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, OCSE, la quale mette in guardia sul fatto che questa disuguaglianza costituisce una minaccia per la crescita economica.

L’OCSE segnala che esiste un divario ampio anche in materia di istruzione e che nei paesi più indietro ciò significa la creazione di una forza lavoro meno capace e produttiva.

Denunciato inoltre l’influenza su questi aspetti della vita economica e civile il lavoro precario che comprende anche i contratti a tempo determinato e una parte del lavoro autonomo.

L’OCSE, che esamina la situazione nei suoi paesi membri costituiti da quelli più avanzati, afferma che a partire dalla metà degli anni 1990 oltre la metà dei posti di lavoro è stata creata con contratti precari e che le famiglie legate a questa specie di lavori presenta tassi di povertà più elevati rispetto alle altre famiglie e tutto ciò ha contribuito alla creazione di una maggiore disuguaglianza.

La teoria principale dell’OCSE propone il concetto che la disuguaglianza e la crescita sono negativamente correlati è che le persone più povere investono meno nella propria istruzione e, per questo, un’efficace politica diretta a superare le disuguaglianze devono concretizzarsi in investimenti pubblici finalizzati ad incrementare competenza e formazione.