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Nuovi modelli di sviluppo istruzione e formazione

Nuovi modelli di sviluppo  istruzione e formazione

La scienza, la ricerca, la conoscenza, ma soprattutto l’istruzione applicata nei Paesi più avanzati e avveduti camminano oggi con nuove gambe, la potenza delle nuove tecnologie che sempre più determinano automatismi di sistema ai quali non si può più sfuggire. Bisogna comprendere che siamo entrati in una fase di profonda modifica dei comuni parametri e valori di riferimento, ancora avviene, e avverrà sempre meno, che si tenda a respingere il diverso, a puntare sulle emozioni di massa, a sfruttare fattori caldi del sistema.

Non possiamo parlare di istruzione, di formazione senza capire verso quale sviluppo vogliamo andare. Siamo
in presenza di nuove soggettualità, siamo in presenza di nuovi localismi produttivi e culturali, siamo in presenza di un processo sempre più crescente di mobilità che non possiamo ignorare. Sviluppo dei localismi, bisogni individuali di nuove soggettualità, bisogno di mobilità, di comunicazione, di scambio sono tutte cose che ci danno un nuovo paradigma di impatto su quelli che sono i fattori freddi del sistema.

grippo1 bucs_servicedesk_216[1][1]Le regole della finanza internazionale, il controllo multinazionale dei mercati strategici, la fluttuazione dei rapporti interventistici nel controllo delle risorse tutto questo impatta con la accresciuta coscienza dei diritti umani,con la coscienza ambientalista, con la esigenza di solidarietà internazionale, con i concetti di pace, di collaborazione, di cooperazione, di comprensione reciproca. Per cosa bisogna formare, istruire, aggiornare? C’è un problema di orientamento. C’è un problema di livelli ed un problema di ambiente.
Occorre riformare seriamente e non con modesti palliativi, la scuola.

Se riconosciamo i processi, se diamo impulso alla mobilità, se soprattutto ammettiamo le carenze ed i nostri ritardi sull’evoluzione di tali processi in Italia ma anche in Europa, salvo le dovute eccezioni, nell’ambiente economico-produttivo, dobbiamo entrare nel cambiamento, recuperare tempo, chiarire modalità ed obiettivi.
L’istruzione nel nostro Paese persegue obiettivi teorici, con scarsi legami, scarse connessioni con il mondo produttivo.

Dove esiste la pressione dei disoccupati può sembrare esauriente l’incontro tra domanda ed offerta ma sappiamo bene che non è sufficiente perché è temporale e non in prospettiva, semmai solo per aiutare all’emergenza in atto. Oggi occorre superare la crisi e quindi anche la disoccupazione esistente in termini di professionalità.

In altri termini non possiamo pensare la formazione che in funzione di fattori di sviluppo, in funzione cioè di obiettivi, regionali e locali, ma anche nazionali e comunitari, di crescita civile e sociale , di riequilibrio produttivo, di riconversione, di recupero, di espansione o di riassetto.

Ugo Grippo