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Nuovi missili russi alla Siria rendono la crisi più difficile

Nuovi missili russi alla Siria  rendono la crisi più difficile

La Russia avrebbe inviato in Siria missili talmente sofisticati da rendere molto complicata l’eventuale realizzazione di blocchi navali, la creazione delle cosiddette” no fly zone”, cioè parti dello spazio aereo in cui non può esserci sorvolo da parte di alcun mezzo. Molto più rischiosi, inoltre, diventerebbero eventuali incursioni aeree simili a quelle che portarono al collasso la Serbia di Milosevic. Si tratta degli S300, uno dei missili più precisi dell’arsenale russo, assolutamente competitivi gli armamenti americani e israeliani dello stesso tipo.

La crisi siriana, dunque, si complica e una sua soluzione potrebbe allontanarsi perché le due parti in campo si sentono spalleggiate dai loro alleati internazionali. Gli insorti dall’Occidente, il Governo Assad da Mosca. La notizia della spedizione di queste armi sarebbe stata fatta filtrare da funzionari statunitensi nelle scorse ore. I russi si limitano a dire che stanno onorando vecchi contratti stipulati con Damasco. Le fonti statunitensi sostengono che, tra gli altri, i russi avrebbero consegnato ai siriani i missili anti nave Yakhont.

siria21 yakhonte808252099Secondo Jane, la più prestigiosa pubblicazione internazionale di studi e armamenti militari, già dal 2011 i russi hanno iniziato a consegnare armi di questo genere. Le batterie sono mobili e composte da tre rampe per i missili, i quali possono raggiungere una distanza di 180 miglia. Jane, azzarda anche un calcolo: fino ad oggi sarebbero stati consegnati 72 missili e 36 lanciatori. Ma non si può escludere che, nel frattempo, le consegne siano state più consistenti. Alcune voci parlano , infatti, come più recente fornitura di una consegna di 144 missili antiaerei S300.

E’ chiaro, dunque, che la Russia non è interessata ad abbandonare il suo storico alleato nel Medio oriente. Quello che le consente di mantenere l’unica base russa sulle rive del Mediterraneo, a Tartus. Anzi, da quando la crisi siriana è aumentata d’intensità, con il numero delle vittime accertate salito ad oltre 70.000, Putin ha inviato molte più navi del solito nel Mediterraneo, con una scusa o con un’altra.

A Gennaio è stata la volta di 12 vascelli tutti insieme. Fu detto dovevano svolgere la più grande esercitazione navale mai tenuta in acque non russe. A Febbraio, quattro grandi mezzi navali vennero spediti verso le acque siriane. Insomma, si sarebbe tentati di dire che, siria50 assad and putin.previewa differenza di quanto avvenuto con Saddam Hussein, prima, e Milosevic, dopo, non si può contare sul fatto che i russi lascino al loro destino l’alleato non intenzionato a piegarsi alle richieste occidentali. Questo potrebbe spiegare perché il Presidente Obama e John Forbes Kerry, come prima del resto Hillary Clinton, stiano usando una grande cautela.

In qualche modo, però, si deve uscire da questa terribile crisi che sta portando la Siria al collasso completo visto che nessuno controlla più niente, né da una parte, né dall’altra.
Dei morti abbiamo già detto. Cresce la consistenza del biblico esodo che interessa oramai milioni di persone. La tensione rischia di deflagrare anche nei paesi limitrofi.

La speranza è che si apra entro Giugno la ventilata conferenza internazionale su cui starebbero lavorando sia gli americani, sia i russi.

Giancarlo Infante