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Nuovi dubbi espressi dal ministro degli esteri russo Lavrov sulle prove presentate dagli Usa sulla crisi siriana. Timori del Vaticano per un conflitto mondiale

Intanto, mentre la Russia anche per bocca del suo ministro degli esteri Lavrov esprime seri dubbi sull’uso di armi chimiche da parte di Assad, la portaerei Usa Nimitz con il suo gruppo di battaglia sta facendo rotta verso il Mar Rosso. Al largo della costa siriana incrociano già cinque cacciatorpediniere armate con missili da crociere Tomahawk. L’esponente russo ha sostenuto che “le prove non contengo nulla di concreto. Non ci sono a sostegno né mappe geografiche e neppure nomi. Ci sono molte incongruenze che alimentano fortissimi dubbi”.

Il Presidente Obama ha deciso di aspettare il voto Congresso prima di effettuare ogni attacco. Intanto i segnali che giungono dal teatro operativo rilevano un consistente spostamento di unità navali verso quello che dovrebbe essere il teatro del conflitto. Il Pentagono, infatti, secondo notizie riservate ha dato ordine alla Marina di dirottare nell’area, oltre i mezzi già presenti da circa una settimana, anche altre unità che attualmente si trovano nell’Oceano Indiano.

E il Vaticano, intanto, lancia l’allarme sul possibile scoppio di un conflitto mondiale. “La via di soluzione dei problemi della Siria – ha, infatti, dichiarato Mario Toso, del dicastero vaticano Giustizia e Pace – non può essere l’intervento armato. La violenza non ne verrebbe diminuita. C’è, anzi, il rischio che deflagri e si estenda ad altri Paesi. Il conflitto in Siria contiene tutti gli ingredienti per esplodere in una guerra di dimensioni mondiali”. E poi ha aggiunto: “Come ha fatto intendere Papa Francesco occorre essere angosciati per i drammatici sviluppi che si prospettano, alla luce di come si stanno muovendo i grandi della terra”.

Red