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Nuove rivelazioni su omicidi “mirati” Usa: questa volta, l’accusa va diritta verso Obama

Nuove rivelazioni su omicidi “mirati” Usa: questa volta, l’accusa va diritta verso Obama

Dopo il Datagate, cioè le rivelazioni di Snowden sulle intercettazioni a tappeto e conservazione delle nostre telefonate, conversazioni su Internet ed altro, operate dall’Agenzia per la Sicurezza nazionale Usa e dal centro d’ascolto britannico GCHQ, arriva ora un’altra bomba che, però, questa volta chiama direttamente in ballo le responsabilità dell’amministrazione di Barack Obama.

The Intercept, un nuovo giornale d’inchiesta, fondato anche da quel  Glenn Greeenwald che, con The Guardian di Londra, fece scoppiare il Datagate, rivela adesso che gli Stati Uniti stanno utilizzando i droni non solo per compiere operazioni militari, ma anche per seguire, controllare ed uccidere civili in tutte le parti del mondo.

The Intercept ha ottenuto una serie di documenti segreti in proposito che costituirebbero una vera e propria finestra sul funzionamento delle operazioni killer decise dai militari degli Stati Uniti tra il 2011 e il 2013, indicato come momento chiave dello sviluppo dell’uso del drone.

I documenti su queste operazioni, ovviamente precedute da altre di monitoraggio e di controllo, sono stati forniti da una fonte anonima che si trova all’interno della comunità dell’intelligence impegnata nel settore. The Intercept dice di aver accolto la richiesta dell’informatore di restare anonimo perché i materiali sono classificati e perché il governo degli Stati Uniti si è impegnato a perseguire molto duramente le “talpe”, come dimostrano i casi di Assange e di Snowden.

Secondo quanto conterrebbero i documenti mostrati dall’informatore ai giornalisti, anche in questo caso tutti gli abitanti del pianeta possono diventare degli obiettivi e, quindi, possono essere colpiti senza il rispetto delle regole legali e giudiziarie riconosciute a livello internazionale, anche se viene ricordato che i paesi maggiormente teatro di queste operazioni sarebbero Afghanistan, Somalia e Yemen.

Paesi dove, questa è la denuncia più forte, molti civili sono già stati eliminati a seguito di una serie di omicidi cosiddetti “mirati”senza che nessuno, al di fuori della Cia e dei militari Usa, potesse stabilire una loro colpevolezza certa.

Molte organizzazioni internazionali, a partire da Amnesty International si sono già sollevate dopo la divulgazione di questa inchiesta e chiedono ad Obama una totale revisione di questa politica ingiustificata secondo il diritto internazionale.