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Nuova diagnostica per il cancro alla prostata

Nuova diagnostica per il cancro alla prostata

Annunciato il più grande salto tecnologico per la diagnosi del cancro alla prostata realizzato utilizzando  nuove apparecchiature di scansione. Al centro c’è l’uso della risonanza magnetica avanzata che quasi raddoppia il numero di tumori aggressivi identificabili.

Il nuovo procedimento, verificato su  576 pazienti,  reso noto con una pubblicazione sulla rivista The Lancet, è visto con grande favore per risparmiare  ai pazienti biopsie invasive capaci di provocare  gravi effetti collaterali.

Secondo gli ultimi protocolli utilizzati per definire le condizioni del cancro alla prostata, considerato uno dei tumori più diffusi tra gli uomini, si interviene con la biopsia dopo che si è verificata la presenza di alti livelli di antigene prostatico specifico (PSA) nel sangue.  Queste procedure però non solo non sono del tutte sicure per l’identificazione di tutti i tipi di tumori eventualmente presenti, ma finiscono per  causare effetti collaterali, tra cui emorragie, infezioni gravi e la disfunzione erettile.

Nel corso della sperimentazione del nuovo sistema diagnostico utilizzato è stato rilevato  il 93% dei tumori aggressivi   rispetto al 48% della metodologia tradizionale.