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Numerose le varietà di uve della regione e così il Trentino è indiscusso regno del vino

Numerose le varietà di uve della regione  e così il Trentino è indiscusso regno del vino

Le strade del vino e dei sapori del Trentino sono realizzate attraverso percorsi segnalati e pubblicizzati con appositi cartelli e mappe territoriali, entro territori ad alta vocazione vitivinicola e/o rurale, caratterizzati dalla presenza di vigneti, cantine e aziende agricole aperte al pubblico, oltreché da attrattive naturalistiche, culturali e storiche particolarmente significative ai fini di un’offerta enoturistica integrata. Costituiscono strumento di promozione dello sviluppo rurale attraverso la valorizzazione e la fruizione in forma di offerta enoturistica del territorio e delle sue produzioni.

Per garantire una alta qualità dei prodotti presentati e dei servizi, ogni strada del vino e dei sapori del Trentino si è fornita di un disciplinare, sottoscritto da tutti gli aderenti, che definisce i requisiti minimi per categoria di appartenenza, oltre che dei requisiti generali per tutte le categorie.

La strada del vino e dei sapori del Trentino è habitat ideale per lo sviluppo di numerose varietà di uve pregiate, data la posizione climatica. Fra i vini bianchi spiccano lo spumante Trento D.O.C. metodo classico, il Trentino D.O.C. Műller Thurgau, che trova massima espressione in alta collina e il Trentino D.O.C. Vino Santo, ottenuto dall’appassimento dell’uva Nosiola.

Per quanto riguarda i vini rossi vi è il Trentino D.O.C. Marzemino, vino autoctono della Vallagarina e il Teroldego rotaliano D.O.C., principe dei vini trentini. Da tutte le tipologie di uva coltivate si ottiene infine la Trentino Grappa, che ricorda i profumi e i sapori della varietà d’appartenenza. La distillazione “a bagnomaria”, particolarmente lenta, consente di ottenere quegli aromi e quella morbidezza che la trasformano in un prodotto inconfondibile, garantito dal marchio del Tridente.

MARINI foto3 TRENTINOpiantinaBig_IT[1]Il Trentino con una produzione di oltre sette milioni di bottiglie (su 18 milioni di bottiglie totali), è leader indiscusso (il 40 per cento) della produzione totale nazionale dello spumante metodo classico.
Il vitigno che viene per il 98 per cento utilizzato nella produzione della base spumante è lo Chardonnay, che è l’uva maggiormente coltivata in Trentino. Le altre uve impiegate sono Pinot nero e bianco.
La zona di produzione è compresa in una fascia collinare che va dai 200 agli 700 metri sul livello del mare, con terreni in pendio, tendenzialmente calcarei, dove le uve maturano lentamente pur conservando la loro acidità.

Il clima è caratterizzato da forti escursioni termiche, favorevoli ai vini, che regalano ai vini un bouquet elegante e persistente. Per questo motivo, dal punto di vista climatico, il Trentino rappresenta l’optimum per la coltivazione delle uva base spumante. Oltre che all’alta qualità delle uve base, il Trento D.O.C. metodo classico si affida alla serietà del sistema di produzione, che segue con scrupolo i severi canoni stabiliti dal metodo della rifermentazione in bottiglia, a garanzia di un prodotto di riconosciuto pregio. Sulla sua qualità vigila l’Istituto Trento D.O.C. Metodo Classico, che ne detta le rigorose regole di produzione.

Quella che oggi è una realtà consolidata, inizia con Giulio Ferrari, studente all’Istituto Agrario, che si appassionò fin da giovane alla produzione di bollicine. Da lì in poi, molti altri intrapresero lo stesso cammino in Trentino fino a quando questo spumante, nel 1990, diventò TRENTO Denominazione di Origine Controllata, prima denominazione di origine riconosciuta in Italia per uno spumante metodo classico in esclusiva e seconda al mondo, dopo lo Champagne.

Il Vino Santo, dolce e profumato, di grande fascino, è l’espressione perfetta delle caratteristiche varietali del vitigno Nosiola e del microclima di tipo mediterraneo della Valle dei Laghi. La ventilazione mite, asciutta e costante del Garda, infatti, rinfresca l’aria e permette di trasformare l’uva nel magico e ricercato Vino Santo, il “passito dei passiti”. Il vitigno Nosiola è una varietà autoctona del Trentino, la buccia degli acini è di colore giallo con riflessi verdi ed è molto consistente. Per poter essere usata per il Vino Santo, la Nosiola deve essere perfettamente matura.

MARINI foto2 TRENTINOBollicine-su-Trento_1-300x225[1]Si vendemmia generalmente nella prima settimana di ottobre prediligendo i grappoli sani con gli acini ben distanti tra loro. Questi, ben maturi ed asciutti, vengono stesi su dei graticci detti “arèle, in ambienti aperti e collocati nei piani alti delle case per assicurare una migliore ventilazione e un graduale appassimento per cinque o sei mesi, più o meno fino alla Settimana Santa. Durante questo periodo di riposo, una muffa nobile, la Botrytis cinerea, penetra negli strati interni dell’acino durante la maturazione, ne causa la disidratazione, favorendo la concentrazione degli zuccheri e producendo glicerina.

L’azione combinata del tempo, dell’aria e della Botrytis, provoca un calo di peso oscillante fra il 30 ed il 50 per cento, il che significa che con 100 kg di uva fresca si possono ottenere solamente 15-18 litri di mosto di Vino Santo. Dopo alcuni giorni dalla pigiatura, il mosto viene decantato e travasato in piccole botti di rovere dove inizia la fermentazione naturale, innescata dall’elevata concentrazione degli zuccheri e procede molto lentamente per almeno 3 anni.

Il vino viene poi posto a maturare in legno per 6-8 anni e durante questo periodo acquisisce il tipico colore giallo dorato molto carico, talvolta tendente all’ambrato, sempre vivo e brillante.Il Trentino D.O.C. Vino Santo profuma di miele, fichi, uva passita, frutta esotica, crosta di pane e, talvolta, di vaniglia. Il sapore è dolce, fresco, equilibrato e armonico.

Il Trentino D.o.c. Muller Thurgau, vino bianco e profumato, prende il nome del suo ideatore, il ricercatore Hermann Müller Thurgau, che un secolo fa sperimentò l’incrocio fra Riesling e Chasselas ricavandone una coltivazione che trovato il suo habitat ideale nelle vallate trentine, in particolare in Valle di Cembra, dove le viti sono in modo spettacolare arrampicate su pendenze ardite. Il Müller Thurgau, infatti, non solo è riuscito ad ambientarsi in Trentino perfettamente nonostante il clima rigido e l’ambiente impervio, ma proprio da questo territorio ha saputo ricavare le sue caratteristiche principali, assorbendo aromi e profumi che ricordano quelli dei frutti di bosco e dell’acacia.

marini100Il suo luogo di elezione è la Valle di Cembra, ma si coltiva bene anche nei terrazzamenti più alti delle valli trentine, fino ed oltre i 700 metri di altitudine. Il versante destro della valle è caratterizzato da un’infinità di terrazzamenti contenuti da caratteristici muretti di porfido, pietra tipica della Valle di Cembra, dove l’uomo in secoli di duro e tenace lavoro è riuscito a far crescere la vite. E’ un vino dai profumi spiccati ed aromatici. Caratterizzato da un colore giallo verdolino e dal profumo aromatico, è ideale come aperitivo e in abbinamento ai piatti tipici di montagna e a quelli di mare.

L’eccellente qualità dell’uva Marzemino occupa un posto importante nel panorama viticolo del Trentino. Le origini del vitigno si perdono nei secoli lontani: c’è chi dice derivi da una pianta che dava agli antichi nutrimento e ristoro: l’“alminea”. C’è poi chi lo definisce “vitis veneto longobardica”, come se fosse conosciuta e coltivata già da questi popoli.

In realtà l’ipotesi più accreditata sembra essere quella per cui il vitigno provenga da Marzimin, un villaggio della Carinzia, da dove si sia diffuso nelle regioni venete. Pare che nel XV secolo, quando la Repubblica di Venezia nel suo momento di massimo splendore politico-militare dominava la Vallagarina, i soldati trentini al servizio del Vessillo di San Marco portarono in patria appunto il Marzemino, che avevano conosciuto e apprezzato in terre lontane.

In seguito, il Marzemino è andato conquistandosi rapidamente la fama di grande vino, anche fuori dallo stretto ambito della zona di produzione. Il librettista Da Ponte, per far piacere a Mozart ospite in Vallagarina, fa esclamare a don Giovanni nell’opera omonima: “Versa il vino, eccellente Marzemino!”.
Questa varietà si è ambientata talmente bene nei terreni della Vallagarina – assumendo caratteristiche fisiologiche e organolettiche particolari – che quando viene piantata fuori da queste zone perde in parte i puoi pregi. Ecco perché il Marzemino è definito un vino autoctono del territorio, in particolare della Vallagarina, l’area di Rovereto e dintorni.

marini101Le sottozone più rappresentative a denominazione Superiore che permettono al vitigno di esprimersi al meglio sono due: Isera e Ziresi. La sottozona di Isera si trova sulla destra dell’Adige, con i terreni derivanti dalla degradazione di tufi e rocce basaltiche, dove il manganese – secondo quanto affermano gli studiosi – conferisce al vino un profumo molto caratteristico e piacevole. La sottozona dei Ziresi si trova tra Calliano a Volano, subito dopo l’antico alveo del fiume Adige dove il felice connubio tra terreno e ambiente ha consentito il perfetto inserimento di questa varietà trentina per eccellenza.mIl colore è il rosso rubino scuro, il profumo sprigiona fragranze floreali e di frutti di bosco: sono questi i suoi tratti distintivi.
Caratterizzato da profumi unici e diversi, il Marzemino, dalle seducenti tonalità violacee si abbina bene alle più svariate raffinatezze gastronomiche e saporite.

Nel quadro dell’enologia trentina il vino rosso Teroldego ha sempre avuto un ruolo di grande prestigio. Il vino si è infatti affermato per le sue caratteristiche organolettiche particolari che gli sono valse l’appellativo di “vino principe” del Trentino. Il Teroldego Rotaliano fa il suo primo ingresso nella letteratura verso la seconda metà del XVII secolo nelle disquisizioni enoiche di Michelangelo Mariani, storiografo del Concilio di Trento, che nell’opera Trento “con il sacro Concilio et altri Notabili” definisce “li vini teroldeghi” come “vini muti che fan parlare”.

La tradizione e la serietà di coltivazione e vinificazione, hanno permesso al vitigno di affermarsi attraverso i secoli, tanto che la sua indiscussa qualità è stata premiata nel 1971 con il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata “Teroldego rotaliano”, prima D.O.C. in Trentino. Il Teroldego si coltiva da tempo immemorabile nel Campo Rotaliano, dove il vitigno ha trovato l’ambiente favorevole che lo ha reso famoso. Qui infatti è riuscito ad esprimersi al meglio, grazie alla particolare composizione del terreno ghiaioso e ciottoloso.

marini103La zona di produzione del Teroldego rotaliano DOC comprende una la vasta area pianeggiante che sta fra i comuni di Mezzolombardo, Mezzocorona e Grumo di San Michele all’Adige, protetta sul versante settentrionale da un formidabile schermo di montagne alla cui base si snodano in successione geometrica i vigneti, interrotti solo dal tracciato del torrente Noce.

E’ un vino che si distingue da giovane per il profumo delicato, personalissimo, fragrante, marcatamente fruttato, che ricorda il lampone. Con un moderato invecchiamento il bouquet si fa più etereo e più aromatico.
Il colore è rosso rubino intenso a volte tendente al violaceo, in bocca rivela una equilibrata tannicità, accompagnata da una stoffa piena e continua. Il gusto è secco, deciso e corposo. Da giovane si accosta bene a soufflé di formaggi e a piatti di mezzo. Ottimo con arrosti di carni rosse, selvaggina e formaggio a pasta dura stagionata, se invecchiato. Se il vino è giovane va servito alla temperatura di 16-18°C., se invecchiato, a 18-20°C.

Strettamente legata al settore vinicolo è la produzione della Trentino Grappa, di antica tradizione locale. Punti di forza di questo distillato di vinaccia sono l’alta qualità ottenuta da una attenta scelta della materia prima, da una successiva sua ottima conservazione, dall’uso di un particolare sistema di distillazione – il metodo discontinuo a bagnomaria “Tullio Zadra” – e non ultimo, dall’esperienza tecnica dei distillatori.

Nel 2004 in Trentino sono stati distillati più di 180 mila quintali di vinaccia, un dato che, tradotto in bottiglie (da 0,70 litri, a 43 per cento alcool), significa più di 2 milioni e mezzo di pezzi. I distillatori sono rappresentati dall’Istituto Tutela Grappa del Trentino, che raggruppa le principali aziende produttrici.
La Trentino Grappa di origine e qualità garantita è facilmente riconoscibile. La bottiglia porta infatti sul collarino il marchio dell’Istituto di Tutela.

Il sigillo con il Tridente che il consumatore individua facilmente sulla bottiglia prevede tutta una serie di controlli e garanzie stabiliti dai produttori soci dell’Istituto di Tutela per certificare che la Grappa è sicuramente prodotta con vinacce trentine e che è stata controllata sia dal punto di vista chimico che organolettico. È quindi sicura per quanto riguarda i livelli qualitativi previsti dal disciplinare di produzione. Una prassi rigorosa, unica in Italia, per assicurare al consumatore che la Trentino Grappa contrassegnata dal Marchio del Tridente è di origine e qualità garantite.

Riccardo Marini