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Non solo Ignazio Marino Pd fa il “pieno” Municipi

Non solo Ignazio Marino  Pd fa il “pieno” Municipi

Il Pd festeggia a Roma un trionfo inaspettato. Oltre alla netta vittoria di Ignazio Marino su Gianni Alemanno, i democratici incassano la conquista di tutti i municipi in cui è suddivisa la Capitale. Non era mai successo. Hanno espugnato persino il XV esimo. Fino a poco fa si chiamava XX esimo. Ma, al di là della numerazione, non è cambiato niente: stessi confini geografici, stesso numero di elettori. E’ solo diverso il partito che adesso lo comanda. Non sono più i moderati e gli ex fascisti, bensì gli uomini di centro sinistra. A pensarci bene è proprio un cataclisma tanto l’ex XXesimo era connaturato all’anima della destra capitolina.

La ciliegina sulla torta del festeggiamento Pd sarebbe perfetta se non ci fosse da fare i conti con l’astensionismo: così acuto da finire a falsare tutti i risultati elettorali, se vogliamo essere obiettivi. Marino ed i quindici presidenti di Municipio possono, però, almeno gioire. Finalmente! Almeno una volta sono riusciti a vincere dappertutto. Quando ricapiterà?

Il successo, in realtà, è frutto del suicidio del Centro Destra che non ha mai pensato neppure per un attimo a rinnovare una struttura sclerotizzata e che da sedici anni pensava sempre che lo “stellone” di Berlusconi sarebbe bastato da solo a mettere le cose a posto. Ma qualche volta anche le stelle vengono coperte dalle nubi. Così, a fronte di un assoluto mancato rinnovamento, di facce e di idee, il risultato è quello dell’autentico disastro. Una cosa che brucia amaramente perché a sentire Silvio Berlusconi e Brunetta sembrava che il Pdl avesse di nuovo in mano tutto il cucuzzaro.

pdzingarettiC’è da considerare che Nicola Zingaretti aveva già spopolato a Febbraio alle regionali. Da solo aveva fatto una strage. Dopo di allora, dopo il disastro a sfondo masochistico compiuti dai dirigenti del Pd sembrava invece che il Pdl potesse riprendere alla grande il vento nelle vele.

La realtà si è rivelata diversa. Eppure bastava anche solo fingere di fare la spesa nei tanti mercati popolari della Capitale ed ascoltare la gente: avresti capito che non era proprio aria. Non era aria per tutti. In questi casi, però, chi ci rimette per primo è sempre chi comanda. In questo caso, Gianni Alemanno, cui venivano rimproverate tante cose: buche per terra, sporcizia diffusa, lì angoscia per il futuro sui rifiuti e via cantando. Soprattutto, dopo le vicende Atac ed Ama, veniva accusato di aver pensato ad altro invece che a fare il sindaco.

Per questo, i pochi romani recatisi al voto, uno scarso 45 per cento, un vero record negativo, l’hanno punito. L’hanno punito duramente. C’è poco da dire: è uno dei peggiori risultati degli ultimi decenni. Così come sono stati puniti i “ras di borgata” del Pdl. Tanti presidenti di municipio pensavano di essere tanti “piccoli Berlusconi de borgata”. Si sono ritrovati solo piccoli e senza borgata. Brutta e sconfitta copia del loro leader.

G.I.