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Mutuo: nullo il pignoramento della casa per le clausole abusive della banca

Mutuo: nullo il pignoramento della casa per le clausole abusive della banca

Attenzione al contratto che avete firmato per il mutuo. In caso di contenzioso deve essere visto se il contratto contiene le cosiddette clausole abusive,  come sono definite dalla Corte europea secondo la quale “il Giudice può bloccare provvisoriamente la Banca o la Finanziaria che mette all’asta la casa se nel contratto sono presenti delle clausole abusive”, cioè tutte quelle clausole vietate dalle direttive UE e che la banca o la finanziaria hanno fatto comunque firmare al cliente.

La Corte europea, e purtroppo sono i giudici italiani che non ne studiano e, soprattutto, non ne recepisco le sentenze, ha ribadito che il “ diritto all’abitazione”  è un diritto intangibile, tutelato anche dalla Unione Europea.

Il riferimento va alla direttiva 93/ 13 della allora Cee relativa alle clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori secondo la quale se la banca o la finanziaria hanno fatto firmare clausole abusive, l’ipoteca è nulla ed il pignoramento e la vendita all’asta devono essere bloccate dai tribunali italiani.

I sottoscrittori dei mutui, così, devono far valutare se sono previsti tassi non usurai e se la banca finanzia un mutuo nel rispetto della trasparenza e della corretta informazione. Ad esempio, tutti i loro clienti farebbero bene a controllare che i loro contratti di mutuo prevedano l’indicazione per i clienti  il costo complessivo del finanziamento con la precisazione di un indicatore di costi, definito  ISC o  TAEG (quest’ultimo deve essere presente nei contratti di  credito al consumo).

L’omessa indicazione dell’ ISC (o del TAEG) costituisce  grave vizio e determina la nullità del contratto stesso; la non corretta indicazione dell’ISC comporta invece la nullità della sola clausola relativa gli interessi.