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Multa Ue sui rifiuti. Tutto tace e siamo già a 840 mila euro da pagare. 120 mila al giorno

Multa Ue sui rifiuti. Tutto tace e siamo già a 840 mila euro da pagare. 120 mila al giorno

Una settimana fa è arrivata la batosta della Corte di Giustizia europea per l’Italia a causa della “l’inesatta applicazione della direttiva rifiuti in Campania “. Si tratta di una multa forfettaria di 20 milioni, più di una penalità di 120mila euro per ciascun giorno di ritardo. Così, ad oggi, siamo già arrivati a 840 mila euro che, tra una settimana saranno diventati oltre un milione e mezzo. Intanto niente è stato fatto e nessuno ha aperto bocca.

Neppure parla il Ministro Galletti che tanto era convinto che l’Italia non avrebbe dovuto pagare niente, come ricordavamo una settimana fa CLICCA QUA

Non ne parla proprio nessuno e le congetture su questo silenzio possono essere tante, inclusa quella che molti hanno interesse a continuare a mettere i rifiuti sotto il tappeto e, con essi, le notizie che li riguardano. Peccato che la cosa rischia di costare davvero tanto ai contribuenti. Oggi, per esempio, costerà altri 120 mila euro. Domani, pure.

Si perpetua, del resto, una inattività antica, visto che si tratta di inadempienze risalenti al 2006. Non rimediate neppure dopo la condanna ottenuta con la sentenza del 2010 della Corte di giustizia dell’Unione su cui si è basata la condanna giunta la settimana scorsa.

La decisione della Corte europea sta già così aprendo la falla gigantesca nei conti pubblici di cui già parlammo la settimana scorsa senza che per questo si vedesse l’agitazione di qualcuno. Eppure,  secondo i calcoli degli esperti della Commissione europea ci vorranno circa 15 anni per smaltire tutte le cosiddette “ecoballe” stoccate e non smaltite adeguatamente.

Il Ministro dell’Ambiente, GianLuca Galletti per ora si è limitato a dire che il conto lo manderà al neo Presidente della Regione Campania, appena appena eletto, Vincenzo De Luca.

Il Ministro ricorda che lo scorso gennaio è stata introdotta una norma in base alla quale “le sanzioni che riguardano le regioni saranno pagate dalle regioni stesse. Questo lo ritengo un principio equo”.

“Io non voglio scaricare le responsabilità, ha precisato Galletti, do la massima disponibilità al nuovo governatore De Luca alla collaborazione. Il mio ministero è disponibile ad aiutarlo alla soluzione di questo problema, ma è arrivato il momento che la Campania decida, che attui un piano che ha presentato qualche anno fa già all’attenzione dell’Unione europea. Quel piano va concretizzato”. Secondo il Ministro, comunque, il caso della Campania non costituisce un esempio rappresentativo per tutto il paese perché ci sono regioni che competono a livello europeo e quelle che “invece non riescono a risolvere questa tipologia di problemi”.

Tempo fa il ministro negò che la questione delle discariche costituisse più un problema per l’Italia nei suoi rapporti con l’Unione. Sul sito del Ministero dell’Ambiente è possibile trovare la  dichiarazione CLICCA QUA che comunque pubblichiamo di seguito.

Andremo in Europa con forza delle cose fatte per chiudere i conti con vecchia e pericolosa gestione La sentenza della Corte di Giustizia europea che obbliga l’Italia a pagare una pesante multa per la gestione delle discariche sanziona una situazione che risale a sette anni fa. In questo tempo l’Italia si è sostanzialmente messa in regola”. Lo afferma il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti.

“Siamo passati – spiega Galletti – da 4866 discariche abusive contestate a 218 nell’aprile 2013. Una cifra che a oggi si è ulteriormente ridotta a 45 discariche. Con la legge di stabilità 2014 sono stati stanziati 60 milioni di euro per un programma straordinario che consentirà di bonificare 30 delle 45 discariche rimaste, anche attraverso gli accordi di programma sottoscritti in questi giorni con le regioni Abruzzo, Veneto, Puglia e Sicilia. Le restanti 15 discariche abusive saranno bonificate con un ulteriore impegno di 60 milioni di euro”.

“Andremo in Europa – spiega Galletti – con la forza delle cose fatte, lavorando in stretta collaborazione con le istituzioni Ue, per non pagare nemmeno un euro di quella multa figlia di un vecchio e pericoloso modo di gestire i rifiuti con cui vogliamo una volta per tutte chiudere i conti”.

Non sembra che il Ministro sia riuscito ad essere ascoltato.