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Migranti: l’Europa ne accoglierà 120 mila. Il Papa chiede ospitalità alle parrocchie. Francia e Uk vogliono bombardare in Siria

Migranti: l’Europa ne accoglierà 120 mila. Il Papa chiede ospitalità alle parrocchie. Francia e Uk vogliono bombardare in Siria

La pressione dei migranti in Ungheria porta alla crisi nel governo di Budapest dal quale si è dimesso il Ministro della difesa Csaba Hende. Intanto ai confini con la Serbia si verificano degli scontri della polizia con alcuni rifugiati che non volevano aspettare ancora per essere autorizzati all’attraversamento della frontiera.

Intanto l’Europa definisce un piano secondo il quale sarebbero 120 mila i rifugiati da accogliere in aggiunta ai 40 mila che si era deciso di accettare lo scorso aprile. Principalmente dovrebbe trattarsi di migranti provenienti da zone in guerra come la Siria, l’Iraq e l’Afghanistan.

Il Primo ministro ungherese, Viktor Orban,  sembra aver assunto il ruolo di capo fila delle posizioni più estreme contro l’entrata dei migranti in Europa e sostiene che sarebbe meglio se l’Unione finanziasse la Turchia destinata a restare secondo le sue idee il punto più importante di asilo dei migranti.

Il Cancelliere austriaco, Werner Faymann, vorrebbe che il suo paese tornasse al più presto alla normalità procedendo al ritorno dei controlli alla frontiera sospesi in questi giorni  per ragioni umanitarie.

“Abbiamo sempre detto- ha dichiarato Faymann-  si tratta di una situazione di emergenza durante la quale dobbiamo agire rapidamente e umanamente. Abbiamo aiutato, così, più di 12.000 persone in una situazione di grave”.

Il progetto dell’Unione prevede anche che venga stilato un elenco di paesi cosiddetti “sicuri” ai cui cittadini, perciò, non sarebbe riconosciuto il diritto di asilo. Si tratta principalmente dei paesi balcanici quali Kosovo, Albania, Montenegro, Serbia, Macedonia e Bosnia.

Papa Francesco, intanto,  ha chiesto a tutte le parrocchie, a tutti i monasteri, a tutte le strutture religiose d’Europa di accogliere una famiglia di migranti a testa. A partire, come ha detto esplicitamente il Pontefice, dalla “sua” diocesi di Roma e dalle due parrocchie interne al Vaticano. L’intervento del Papa amplia gli appelli che già la settimana scorda erano giunti dall’Arcivescovo di Torino, Nosiglia, e da quello di Milano, Scola, e costituirà certamente un elemento importante per l’accoglienza dei profughi che premono alle frontiere europee giacché le strutture religiose presenti nel Vecchio Continente sono decine e decine di migliaia.

Secondo dei calcoli provvisori, così, solo le strutture religiose potrebbero assicurare l’ospitalità ad oltre 100. 000 persone.

A Monaco di Baviera sembra che siano giunti circa 10 mila rifugiati a favore dei quali si stanno prodigando numerosi volontari subito intervenuti dopo che le autorità tedesche hanno aperto le frontiere.

La signora Merkel ha comunque definito la decisione un provvedimento straordinario che non consiste in una violazione del Trattato di Dublino, ancora valido nel definire le procedure di identificazione ed accoglienza di quanti giungono in Europa nella qualità di emigrante. Si tratta, insomma, di un caso eccezionale cui è stato dato seguito per motivi umanitari.

La Gran Bretagna, intanto, prova a muoversi lungo una propria linea che prevederebbe l’autonoma accoglienza di circa 15 mila profughi siriani. Sarebbero scelti e selezionati tra i milioni  al momento accolti nei campi allestiti principalmente in Giordania, Libano e Siria. Contemporaneamente, Londra sarebbe intenzionata ad avviare una campagna di bombardamenti diretti, insieme,  contro l’Isis e contro le truppe di Bashar al-Assad.

Questo è un vecchio pallino del primo Ministro britannico David Cameron. Egli era intenzionato ad intervenire già nel corso della crisi che fece pericolosamente fronteggiare il regime di Bashar al-Assad con Barack Obama e che si risolse, grazie alla mediazione di Russia ed Iran, con la decisione siriana di procedere alla distruzione dell’arsenale di bombe chimiche in possesso di Damasco. In quel caso, però, Cameron dovette incassare un bruciante voto contrario a Westminster, dove l’allora partito alleato Liberal democratico fece mancare i voti necessari al sostegno all’intervento. Anche Hollande intende far iniziare ai propri bombardieri voli di bombardamento dell’Isis in Siria

Il Presidente francese ed il Primo ministro britannico devono però muoversi tenendo conto di un quadro politico internazionale in cui gli attori principali restano sempre Usa, Russia,  Arabia Saudita ed Iran.

La Russia è già intervenuta per sostenere il regime di Damasco di Bashar al-Assad, cui tra l’altro deve la gestione dell’unica base navale sovietica presente  nel Mediterraneo, quella di Tartus. Proprio nei giorni scorsi Mosca ha spostato in Siria 6 Mig 31 per controbilanciare l’invio di altrettanti jet statunitensi in Turchia. Ha poi fornito modernissimi lanciamissili a Damasco e, secondo fonti vicine ai servizi segreti israeliani, sarebbe in corso l’invio di truppe di terra in Siria, facendo diventare la Russia il primo paese non arabo, o mediorientale, ad essere presente sul terreno con propri uomini in armi. Queste forze di terra sarebbero dislocate a Latakia, altra città portuale, che costituisce il territorio di provenienza della famiglia di al-Assad  e dei principali maggiorenti alawiti che ne sorreggono il potere.