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Migranti. Austria schiera esercito al Brennero. Ci vuole fare la guerra?

Migranti. Austria schiera esercito al Brennero. Ci vuole fare la guerra?

Il caso dei migranti catalizza retorica ed idiozia dei politici, se sono degni di questo nome. L’Austria giunge a schierare al Brennero le truppe ed i carri armati provocando la risentita reazione della autorità di Roma che convocano l’ambasciatore di Vienna alla Farnesina e fare le proprie rimostranze per un gesto insensato che non rasserena il clima nell’Unione europea sulla questione dei migranti che attraversano il Mediterraneo per raggiungere l’Europa.

La conferma ulteriore, se ancora ce ne fosse bisogno, che la cecità di molti governi sta solo continuando ad aggravare una situazione esplosiva che potrebbe, forse, essere risolta solamente se affrontata in maniera corale e strategica da parte di tutti i paesi del Vecchio continente.

Si tratta ovviamente di un gesto provocato dalla retorica che la questione migranti sta scatenando da tempo e dal tentativo di mostrare alla pubblica opinione dell’Austria che Vienna non intende partecipare in alcun modo alla soluzione di una questione epocale che non può certo essere risolta dal dispiegamento di carri armati. Ben altri sono gli strumenti da mettere in campo per affrontare l’esodo biblico che coinvolge milioni di essere umani, spesso costretti ad abbandonare le loro case e le loro terre anche a causa di responsabilità precise dell’intera Europa e dell’Occidente.

Così, sui migranti continua a registrarsi il disaccordo nell’Unione europea alla vigilia in vista del vertice  di Tallin, in Estonia. Francia e Spagna dichiarano di non volere accogliere nei loro porti le navi delle Ong che raccolgono i naufraghi nel Mediterraneo e finora le hanno portate solamente in quelli italiani.

Poco concilianti, insomma, le risposte europee alle richieste d’aiuto italiane più volte ripetute negli ultimi tempi anche dal Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni.

“L’Italia intera è mobilitata nell’accoglienza dei migranti e chiede condivisione in questa opera, necessaria se l’Europa vuole mantenere fede ai propri principi, storia e civiltà e necessaria all’Italia per evitare che la situazione divenga insostenibile e alimenti reazioni ostili  nel nostro tessuto sociale che finora ha reagito in modo esemplare dimostrando capacità di accoglienza e coesione”, ha detto Gentiloni intervenuto  alla Conferenza annuale della Fao.