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Microcamera sul casco di Schumi dovrebbe far luce sulla caduta. Condizioni sempre “critiche ma stabili” e i medici non sembrano troppo ottimisti sul futuro del campione

Microcamera sul casco di Schumi dovrebbe far luce sulla caduta. Condizioni sempre “critiche ma stabili” e i medici non sembrano troppo ottimisti sul futuro del campione

Una micro telecamera al centro del casco di Schumacher avrebbe filmato la caduta di Michael. Una cosiddetta “Go-Pro”, una telecamerina amatoriale, che soccorritori e investigatori avevano cercato, invano, a lungo tra la neve. Erano certi che ci fosse, per il racconto di diversi amici del campione. Invece, nel trambusto dei drammatici momenti dopo l’incidente, il micro congegno era stato consegnato da chi lo aveva raccolto alla moglie Corinne. La famiglia, ancora comprensibilmente scossa, invocando la “privacy” non aveva voluto consegnarla agli inquirenti. Ma nella serata di ieri, sci, casco e microcamera sono stati acquisiti dal procuratore capo Patrick Quincy che coordina l’inchiesta.

1schumacher30Ora il procuratore capo, sempre che la “Go-Pro” fosse stata in funzione e soprattutto non abbia subito anch’essa danni nel violento impatto contro la roccia, dovrebbe essere in grado di stabilire con certezza cosa sia realmente accaduto domenica mattina sulla neve di Méribel. Nel frattempo, gli inquirenti di Albertville hanno interrogato il figlio 14 enne del campione, Mick, la sua fidanzatina e il maggiordomo, che erano con Schumi quando cadde. Michael sciava, infatti, avendo accanto il maggiordomo.

Le condizioni di Michael Schumacher, intanto, continuano a rimanere “critiche ma stabili”. Niente bollettini medici, quindi, neppure ieri. L’ex pilota francese Philippe Streiff, costretto in carrozzella dall’89 dopo un incidente in Formula Uno, ha riferito di un suo colloquio col professor Saillant, che 25 anni fa gli salvò la vita, non ricevendo, purtroppo, un quadro ottimistico della situazione. 1schumacheraltro10“Saillant mi ha detto di non sapere se Schumi vivrà – rivela Streiff – e nel caso in quale stato, né quando potrebbe uscire dal coma, e se mai ne uscirà. Ogni giorno gli fanno una risonanza magnetica: l’edema cerebrale si è un po’ riassorbito, ora è rimasto nella parte sinistra, e questo vuol dire che Michael potrebbe restare semiparalizzato”. Ma la portavoce di Schumacker, Sabine Kehm, di fronte a un rincorrersi di “voci e ipotesi” contrastanti dice categorica: “Dobbiamo evidenziare che ogni informazione non proveniente dai medici che stanno curando Michael o dal suo management non sono attendibili e sono pure speculazioni”.
Ieri, 3 gennaio 2014, è stato il quarantacinquesimo compleanno di Michael Schumacker. I tifosi della Ferrari hanno voluto essergli vicini a Grenoble in un momento così tanto difficile. Una grande “macchia” rossa si stagliava nel buio della notte prima del’alba davanti all’ospedale universitario dove Michael è ricoverato da domenica. Duecento fan, infatti, sono 1schumachernuovo2arrivati quando nell’Alta Savoia non era ancora sorto il sole e soffiava un vento gelido. Tutti avevano indosso qualcosa di rosso: sciarpe, berretti, bandiere, giubbotti….e così via, lasciando una montagna di biglietti, indumenti e oggetti. Tutto è stato sistemato in una delle stanze al piano terra dell’ospedale, per poi essere consegnato alla famiglia di Schumacher. “Michael, lo rivogliamo autografato!”, c’era scritto su un grande cartello del club di Caprino Bergamasco. Il sogno dei tifosi presenti è riavere quel pezzo di cartone con la firma fresca del leggendario asso del volante.

La Ferrari celebrato il compleanno del suo cinque volte campione del mondo con “auguri doppi” sul suo sito ufficiale, pubblicando le 72 foto delle vittorie in rosso, mentre Felipe Massa scriveva su Twitter: 1bbba2«Buon compleanno fratello, sii forte e non arrenderti, noi preghiamo per te». La famiglia Schumacher risponde a tutti su Internet: “Le simpatie incredibili mostrate oggi dai tifosi della Ferrari, fuori dell’ospedale, ci hanno completamente sopraffatto e commosso fino alle lacrime”. Prima di ripartire per l’Italia, i ferraristi hanno organizzato un piccolo corteo silenzioso davanti all’ingresso del padiglione Chartreuse, dove si trova Michael. In molti hanno voluto lasciare una frase, un pensiero. Tra questi un significativo “Aspettiamo solo che si svegli, per potergli dire ancora grazie”.

È stato un giorno particolarmente commovente ed emozionante anche a Kerpen, in Germania, nei pressi di Colonia, dove è nato Michael e dove si è tenuta una veglia di preghiera vicino alla pista di kart sulla quale il piccolo Schumi, a 6 anni, cominciò a correre.

Beatrice Zamponi