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Mecca: dopo la strage di pellegrini, 717 morti, il re saudita vuole nuove norme di sicurezza

Mecca: dopo la strage di pellegrini, 717 morti, il re saudita vuole nuove norme di sicurezza

Re dell’Arabia Saudita Salman ha ordinato una revisione delle norme di sicurezza adottate in Arabia Saudita per il pellegrinaggio Hajj dopo la sciagura in cui hanno perso la vita  717 persone e 863 sono rimaste ferite nella calca avvenuta a Mina, nei pressi della Mecca.

Un fatto che ha sconvolto il mondo intero e che oscura tutti gli incidenti simili accaduti nel passato nella città santa dell’Islam in cui convergono milioni e milioni di pellegrini in occasione delle festività islamiche.

La sciagura è avvenuta nei pressi di un ponte che conduce a Mina, tra il Monte Arafat e la Grande Moschea della Mecca. Siamo nel pieno centro dei luoghi considerati sacri dall’Islam in Arabia Saudita. Mina è costituita da  una grande vallata a circa 5 chilometri di distanza dalla Mecca.

Durante il pellegrinaggio dell’Hajj, che ogni musulmano deve fare almeno una volta nel corso della propria vita, i fedeli si accalcano in quest’area per lanciare sette sassi contro pilastri chiamati Jamarat, che rappresentano il diavolo, e che sono collocati la dove si crede che  Satana abbia tentato il profeta Abramo.

In questi giorni di pellegrinaggio, nella città santa dell’Islam sono già giunti circa tre milioni di persone che, come al solito, stanno creando grossi problemi cui le autorità hanno cercato di far fronte con l’impiego nelle operazioni di controllo e di sicurezza circa 100 mila tra militari e poliziotti.

Quest’anno il pellegrinaggio Hajj è stato veramente funestato. Pochi giorni dal suo inizio, infatti, il 12 settembre scorso, una enorme gru si è abbattuta sul tetto e, poi all’interno della Grande Moschea, uccidendo 107 persone e provocando il ferimento di altre 230.