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Marino risponde a Renzi per le rime: io resto

Marino risponde a Renzi per le rime: io resto

E’ chiaro che Marino non intenda farsi da parte tanto facilmente e lasciare la poltrona di Sindaco di Roma come se niente fosse. Chi nel circolo vicino al Presidente del Consiglio Matteo Renzi pensava fosse facile facile risolvere la”questione romana” con un semplice invito alle dimissioni per incapacità ha, evidentemente, fatto i conti senza l’oste.

Il Sindaco, infatti, ha risposto in modo duro che lui intende restare, addirittura, fino al 2023. Nel senso che dopo aver concluso normalmente  il primo mandato, si ripresenterà e vincerà per guidare il campidoglio anche per i successivi cinque anni.

La sortita di Marino è, comunque, giunta dopo che il Presidente del Pd, Matteo Orfini, ha ricordato al Segretario e Presidente del Consiglio che non è lui a decidere chi guida il Campidoglio, bensì gli elettori.

Una precisazione che, andando oltre i soli problemi di Roma, sembra un pò un messaggio complessivo al modo di operare di Renzi, da “uomo solo al comando”. Proviene da colui che, con il ministro Orlando, guida il cosiddetto gruppo dei “giovani turchi”, i quali consentono a Renzi di mantenere la maggioranza nel partito, a dispetto di Bersani e del resto dell’opposizione interna. Un campanello d’allarme?

Forte così della dichiarazione di Orfini, Marino ha sparato ad alzo zero contro chi lo vuole costringere a lasciare a causa dell’inchiesta su Mafia Capitale.

“Io ho trovato i ladri”, ha detto in sostanza Marino,  sostenendo di ritenere semmai che proprio il suo arrivo al Campidoglio abbia segnato la fine di quel sistema di potere, da lui definito “melma”, in cui la delinquenza si è mischiata alla politica, messo in piedi nell’era Alemanno.

Marino, dunque, resta. E sembra volerlo fare nel modo più imbarazzante possibile per quegli ambienti del Pd che puntano a sostituire la sua giunta per assicurare una gestione diversa al Giubileo per la quale si è già giunti ad una specie di mezzo commissariamento con il Prefetto Gabrielli.

Nei giorni scorsi è stata fatta circolare le voci che Gabrielli possa addirittura essere nominato  commissario di Roma Capitale e, quindi, successivamente candidato alle conseguenti elezioni. Ipotesi che a molti sembrano strampalate, ma è molto significativo il fatto  che circolino.

Voci che, legate alle dichiarazioni di Renzi sull’incapacità di Marino a fare il Sindaco, hanno fatto ovviamente scattare la reazione di quest’ultimo pronto ad asserragliarsi sul Campidoglio e ad aprire il “fronte romano” costringendo Renzi ad impegnarsi anche in quella direzione. Ma il Presidente del Consiglio può consentirsi di battagliare davvero in tutte le direzioni?