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Marchionne insiste ma… cambia linea: incontrerà Landini e la Fiom

Marchionne insiste ma…   cambia linea: incontrerà Landini e la Fiom

Continua “l’ambiguità” della politica di Sergio Marchionne e, quindi, della Fiat. L’Amministratore Delegato del Lingotto si lamenta che “le condizioni industriali in Italia rimangono impossibili”e ribadisce il concetto che la Fiat ha “le alternative necessarie per realizzare le Alfa ovunque nel mondo”. Quindi, una prima notizia è che non se ne andrebbe tutta, ma lo potrebbe fare solo un pezzo, l’Alfa appunto.

Marchionne ci fa sapere che lui resta “open minded”, cioè con la mente sgombra, aperta a tutto. E ribadisce: ”non ho pregiudizi”. Però non gli è proprio andato giù il fatto che la sentenza della Corte Costituzionale, sull’oramai famoso caso dei 19 della Fiom, abbia ribadito il concetto che in Italia c’è una legge sulla rappresentanza sindacale e che la legge la dove rispettare anche lui.

Marchionne però non demorde e, allora, chiede che il governo italiano introduca una legge in materia in modo di uscire da una fase d’incertezza: “Abbiamo chiesto con urgenza di varare delle misure che rimedino a questo vuoto ma per ora non vediamo niente”.

Lui sta ancora- sono parole sue- “cercando di capire le implicazioni dell’ultima sentenza per le nostre attività in Italia”. Ora viene immediata una domanda: ma quando fu acquistata la Chrysler in America furono posti tutti questi problemi o ci si acconciò ad accettare l’andamento dei costi dei lavoratori e a trattare con il sindacato? Ci sono sindacati così flaccidi negli Usa? A me non risulta. Anzi a sentire le dichiarazione proprio di quelli interni alla Chrysler, al momento dell’arrivo di Marchionne, l’impressione fu assolutamente contraria. Posso essere smentito!
Obama-and-Marchionne
Si vede che però il tempo lavora è galantuomo e lavora su tutti. Sì, perché, adesso, Marchionne è pronto a fare il grande passo verso quello che lui proprio ha fatto diventare il grande protagonista nel campo avversario. Così Marchionne ci ha informati:”stiamo organizzando un incontro con il sindacato che è al centro di questo contenzioso. Vedremo il risultato”. Fiat, ha precisato “resta aperta a cercare soluzioni che possano garantire l’operatività delle attività in questione. Non abbiamo pregiudizi ma siamo fortemente determinati a trovare una soluzione duratura nel tempo”.

Ora, se non ci siamo persi qualche cosa per strada, ci sembra che queste frasi indichino una decisa virata di rotta. Marchionne incontra Landini della Fiom? Una cosa che sarebbe veramente da apprezzare. L’idea del “dialogo” finalmente soppianta quella dello scontro frontale rivelatosi dannoso per tutte e due i fronti contrapposti?

Probabilmente, nella grande galassia degli interessi della famiglia Agnelli, qualcosa deve essere accaduto nei mesi passati. Una riflessione deve pur essere stata fatta sui vicoli ciechi in cui si sono andati ad infilare o, comunque, sul restringimento delle strade battute dietro la linea “dura” alla Marchionne.

Intanto, hanno perso la presenza ai vertici di Confindustria. Dopo esserne usciti così clamorosamente, proprio su dichiarazione pubblica di Marchionne. Alla guida della confederazione degli industriali c’è ora un bravissimo imprenditore che si picca e si vanta di non aver mai licenziato nessuno e che crede nel confronto e non nello scontro.
Sul fronte politico sono nel frattempo mutate le cose.

Berlusconi arranca, Monti è diventato abbastanza ininfluente con un Montezemolo che non è sceso in politica in prima persona e alla fine non ha raccolto molto. Astrattamente parlando, se si sommano i grillini, molti pd ed altri i voti in parlamento non è proprio detto che la Fiat riesca a raccoglierebbe gli stessi consensi dei tempi dell’Avvocato Gianni Agnelli. Ne dubita più di un frequentatore dei corridoi della Camera o del Senato.
landini
Tempi duri, insomma, che sommati ai tempi duri vissuti dall’auto in Europa hanno finito, paradossalmente, per ridurre e non per aumentare i margini di manovra di Marchionne e della Fiat che, comunque, restano un valente manager ed una importante corazzata economico- finanziaria. Ma le cose, però, non stanno più come una volta e per questo toccherà pure incontrarsi con il nemico di sempre. Del resto, di questi tempi, non sembra proprio una novità in questo Paese, dopo la nascita del Governo di Enrico Letta.

Sergio Marchionne, e con lui la famiglia Agnelli, sa che i tempi sono difficili, meglio di chiunque altro. E’ persino costretto a spostare di un altro anno in avanti i tempi dell’inversione di marcia:”Fino al 2015 non ci saranno cambiamenti” . Marchionne ha parlato di tutte queste cose presentando il bilancio del gruppo. Ed è interessante vedere come egli ne spieghi l’andamento: l’Europa dimezza le perdite, l’Asia si muove, stabile il Sudamerica mentre il Nord America conferma di essere il motore trainante gruppo. Proprio quel Nord America dove il problema del costo del lavoro l’ha risolto con il sindacato.

Giancarlo Infante