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Lo sparatore arrestato davanti a Palazzo Chigi è un uomo di 49 anni, Luigi Preiti, di origine calabrese

di Rosarno, in provincia di Reggio Calabria, ma residente ad Alessandria, in Piemonte. Luigi Preiti, sul conto del quale non risulterebbero precedenti penali, era ben vestito, con giacca e cravatta. Avrebbe agito da solo. Si parla di uno squilibrato. Sarebbe entrato nella piazza da via Dell’Impresa, una piccola strada che divide l’edificio di Montecitorio da Palazzo Chigi alle 11,45, solo pochi attimi prima di esplodere sei colpi di pistola calibro 7,65. Secondo i primi accertamenti, Luigi Preiti, ex imprenditore attualmente disoccupato e “malato di videopoker”, separato e con un figlio di 10 anni, definito “disperato” dagli investigatori, avrebbe avuto intenzione di colpire esponenti politici. L’uomo ha poi confessato il proposito del suicidio subito dopo la sparatoria, impedito però dall’esaurimento dei proiettili. Era giunto a Roma in treno dalla Calabria nelle prime ore del mattino. Dopo un lungo interrogatorio nel Comando dei Carabinieri di via in Selci, Luigi Preiti è stato tradotto nel carcere di Rebibbia.

I militari dell’Arma feriti sono il brigadiere Giuseppe Giangrande, 50 anni, e il carabiniere scelto Francesco Negri, di 29, entrambi in forza al “Battaglione Toscana”.

Giangrande è ricoverato al Policlinico Umberto I° in prognosi riservata per la ferita al collo. Il proiettile ha provocato una lesione alla colonna vertebrale che ha interessato il midollo spinale, definita “importante” dai sanitari. Si trova ora nel reparto di terapia intensiva. Negri, in cura all’ospedale San Giovanni, è rimasto, invece, colpito ad una gamba, con conseguente frattura. Le sue condizioni non destano preoccupazione.

Ferita di striscio dai frammenti di uno dei proiettili anche una passante, oltretutto in “stato interessante”. Anche la donna è stata trasportata subito in ospedale, dove ha ricevuto le prime cure.