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L’Intervista/ Egidio Pedrini

IMU: ANTICOSTITUZIONALE – Egidio Pedrini: “Arriverò a chiedere che il mio comune venga subito commissariato perché, io, una cosa che sembra essere proprio anticostituzionale non ho davvero intenzione di farla.” Pedrini, ex parlamentare e sindaco del piccolo comune lunigiano di Zeri, in provincia di Massa Carrara, non ha dubbi. E’ Presidente dell’organismo che riunisce i più piccoli comuni d’Italia. Ha scritto a tutti i suoi colleghi per mobilitarsi in qualche modo. E’ sicuro del fatto suo e, molto, sinteticamente, sottolinea i punti della Carta Costituzionale cui fare riferimento nella valutazione della legittimità dell’Imu.

“ I comuni non devono applicare la tassa sulla casa che potrebbe violare gli articoli 3, 47, 53. Un ufficiale di governo, com’è ogni Sindaco, non può non rilevare la situazione e non può permettere che altri, sia pure di altissimo grado e funzione, lo obblighino ad applicarla”.

E’ per questo che ha scritto una lettera aperta a tutti gli 8000 sindaci italiani invitandoli a fare questa specie di “ obiezione di coscienza”?

“ Un Sindaco compie un atto di testimonianza e di fedeltà al mandato che gli è stato affidato: verrebbe meno a tale fiducia se accettasse acriticamente la norma impositiva e non accettasse di fare da portavoce a quelli che rappresenta. I Sindaci devono richiamare, ancora di più di quanto sia stato fatto fino ad oggi, l’attenzione del Governo, del Parlamento e del Presidente della Repubblica perché ci si deve impegnare a rivedere una norma che presenta dubbi di costituzionalità con evidenze certe di compressione dell’autonomia locale, palesi contrasti con i principi del federalismo fiscale e conclamati aspetti di profonda iniquità”.

Sappiamo che Lei non si riferisce solo alla prima casa…..

“ Certo che no. La seconda casa, in particolare nei piccoli comuni, non è indice di una certa agiatezza ma è il ricordo, l’attaccamento al territorio soprattutto nelle zone dove c’è stata alta emigrazione. E’ la radice! Abbiamo introdotto il voto per gli italiani all’estero proprio per far si di mantenere legami stretti con le loro origini; contraddittoriamente però dovremmo mettere i nostri concittadini in condizione di dovere abbandonare i legami col loro paese lasciando le case modeste ereditate dai loro bisnonni e trisavoli”.

Lei segnala un’altra contraddizione nei progetti di edilizia popolare…

“ Per forza. E’ palese la contraddizione tra la realizzazione di piani di edilizia popolare per dare la casa a chi non può permettersela e la creazione di problemi a chi ha ancora la casa. La nostra Costituzione non “permette” queste cose e neppure lo permettono le Carte Internazionali a cui si ricollega il nostro ordinamento. Infatti, molti Stati membri delle Nazioni Unite hanno affermato che l’abitazione è una componente essenziale dei diritti fondamentali e il diritto all’abitazione è una pre-condizione per la fruizione di molti altri diritti fondamentali dell’individuo, al pari della libertà di espressione del pensiero o del diritto alla salute”.

Il Governo Monti aveva l’esigenza di “ fare cassa”.

“ Intanto, il senatore Monti venga a Zeri e veda in che condizioni sono tante di queste abitazioni da lui tassate. Una notevole quantità è abbandonata o , in molti casi, si tratta di poco più che baracche in cui sono tenuti vecchi attrezzi. Insomma, non si tratta davvero della seconda casa segno di agiatezza, così come spesso si vede scriverne sui giornali. La Corte Costituzionale, comunque, con pronuncia 97/1969, ha escluso che l’obbligo tributario possa sorgere dove una capacità contributiva manchi del tutto, applicazione dell’art. 53 della Costituzione: il legislatore non può tassare come e quando gli pare, andando oltre le possibilità effettive del contribuente. Le leggo il dispositivo della Suprema Corte, è chiarissimo :“Non ha pertanto alcun significato rifarsi al criterio oggettivo in base al quale ciascun immobile, e quindi anche la casa di abitazione, è di per sé produttivo di reddito, in quanto tale reddito non va considerato oggettivamente e astrattamente, ma con riferimento al soggetto che ne beneficia per determinare se esso, in relazione a ciascuna fattispecie concreta, possa considerarsi un reddito tassabile.Il reddito fondiario della casa di abitazione non è pertanto, di per sé, indice di capacità contributiva, ma solo di quella economica”.

Il suo, allora, è l’invito alla “ribellione dei sindaci”?

“ Non si tratta di organizzare una “ ribellione”. Il mio è un invito all’azione comune perché la questione Imu venga esaminata anche sotto il profilo della sua legittimità costituzionale e perché il Fisco affronti il problema della tassazione di una casa considerando non una redditività teorica, bensì le basi concrete ed effettive del reddito e dell’importanza sociale che per il proprietario quel bene ha”.

Intervista di Giancarlo Infante