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L’Intervista / Antonio Galletti

L’avvocato Antonino Galletti è Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Roma. E’ stato il più votato d’Italia con oltre 4.300 preferenze. E’un ex componente dell’assemblea dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura (quella che fece il ricorso al TAR di Roma nell’ambito del quale è stata accolta la questione di costituzionalità avverso la mediazione civile obbligatoria). E’ quindi uno dei legali più adatti a reagire alla decisione del Governo di Enrico Letta di riproporre lo strumento della mediazione civile come obbligatoria.

Come ricorda nell’intervista resa a RomaSettimanale.it, il giudice Pietro Persico, l’obbligatorietà della “mediazione civile e commerciale” è stata giudicata dalla Corte Costituzionale, poche settimane fa, del tutto da respingere. La motivazione della Suprema Corte era basata sul fatto che il Governo aveva esercitato un “eccesso di delega” nel prevedere, appunto, obbligatorio l’uso di uno strumento che il Parlamento non aveva definito tale.

Contro l’obbligatorietà si sono da sempre schierati tutti gli avvocati e molti magistrati.
Così sentiamo l’avvocato Galletti all’indomani della riproposizione di uno strumento che non piace alla famiglia forense. Egli ripropone sostanzialmente le perplessità e la contrarietà della sua categoria nei confronti di un istituto ritenuto inutile e dispendioso per i cittadini e limitativo del loro diritto ad accedere al servizio Giustizia.

“ La mediazione obbligatoria- ci dice con energia- è un non senso, poiché la mediazione è efficace solo se voluta e ricercata dalle parti e dai rispettivi difensori e non imposta dal legislatore.”

Ma la mediazione, dice il Governo, dovrebbe servire a ridurre il contenzioso…

“La mediazione anche se resa obbligatoria, non è strumento di riduzione del contenzioso come si pretende da noi. Anzi, la mediazione funziona solo nei Paesi dove il processo è già breve, perché le parti preferiscono transigere piuttosto che rischiare una sicura condanna. Aggrava, invece, la situazione dove il processo ha durata più lunga come è da noi in Italia”.

Dicono, però, che la mediazione fosse un’altra cosa chiesta dall’Europa

“Per anni ci hanno raccontato questo: che l’Europa imponeva la mediazione. Ma non è vero. Dalla Corte Costituzionale abbiamo, infatti, compreso che non era così.
Così come per anni ci hanno raccontato che per la mediazione non fosse necessario né sufficiente essere avvocati, ma occorreva un percorso formativo diverso. Lo hanno imposto, tra l’altro, a migliaia di avvocati e non, e soprattutto a tanti giovani che hanno seguito a loro spese corsi di formazione e perfezionamento per conseguire il titolo di mediatore. Tutti costoro scoprono ora che hanno inutilmente investito tempo e denaro per formarsi. Oggi – nella versione ultima del decreto legge – apprendiamo che tutti gli avvocati saranno mediatori per il solo fatto d’essere iscritti all’albo, con buona pace delle precedenti indicazioni”.

Quali altre novità vede nel nuovo provvedimento

“La mediazione obbligatoria scompare dall’infortunistica stradale: qui forse anche la lobby delle assicurazioni ha compreso che era inutile e costosa!”.

Il Giudice Pietro Persico nell’intervista rilasciata a RomaSettimanale.it ha riproposto la mediazione in modo tale che fosse fatta salva la giurisdizione…

“Lo Stato non può abdicare al servizio di rendere giustizia mediante l’esercizio della giurisdizione. E non può farlo utilizzando dei succedanei. Con la mediazione obbligatoria, lo Stato, invece, rinuncia alla giurisdizione, almeno in prima battuta. Già la giustizia di primo grado è oramai amministrata in prevalenza da magistrati onorari come i giudici di pace; presso i Tribunali ci sono i GOT, cioè i giudici onorari. Poi, abbiamo i PM onorari. Ora nel decreto c.d. del fare viene previsto che, anche in appello, entrino i giudici onorari. Possiamo ancora permetterci dei giudici togati viene da chiedersi ? Anche il sistema giudiziario nostrano si basa oramai sul precariato? Vogliamo dire la verità ai cittadini o soltanto gli avvocati devono insorgere a tutela dei diritti e delle libertà, come di recente è avvenuto in Turchia?”.

Intervista di Giancarlo Infante