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L’inaccettabile ricatto Electrolux agli operai: o paga dimezzata di 700 euro al mese oppure trasferiamo gli impianti in Polonia. E’ mobilitazione generale, il Governo intervenga

L’inaccettabile ricatto Electrolux agli operai: o paga dimezzata di 700 euro al mese oppure trasferiamo gli impianti in Polonia. E’ mobilitazione generale, il Governo intervenga

Electrolux (ex Zanussi), una soluzione che significa ricatto. Cosa propone l’azienda per spazzar via dal nostro Paese lo spettro della “localizzazione”? Un “trasferimento degli impianti dal nord Italia alla Polonia che da tempo angoscia giornate e notti di oltre 1500 operai dell’azienda svedese, produttrice di frigoriferi, lavapiatti, ferri da stiro e affini, sparsi per l’Europa, tra cui appunto quanti lavorano a Susegana, Porcia, Solaro e Forlì. Non trasferiamo in altre nazione gli impianti, purché il personale accetti riduzioni di stipendi in modo che l’azienda paghi gli stessi compensi che darebbe al personale polacco in caso di trasferimento in quello stato. Vale a dire, 700 euro mensili a fronte dei 1400, che anche a una superficiale occhiata sono lo stesso una miseria, e niente più indennità aggiuntive. Brava l’Electrolux, senza pensar nemmeno, anzi fregandosene altamente, che con quella cifra in Polonia, magari a fatica, si può riuscir forse a sbarcar il lunario, ma da noi, qui in Italia, non resta che andar a rovistar per cassonetti.

1a9507 luxUna minaccia neppure tanto velata, che, secondo fonti sindacali dei protagonisti di un incontro tra le parti avvenuto a Mestre, nel caso di non accettazione della “riduzione” comporterebbe la cessazione degli investimenti Electrolux in Italia, che altro vuol dire “ce ne andiamo altrove”.

Lo stabilimento Electrolux, più a rischio è a Porcia, nel Friuli, vicino a Pordenone, per il quale non ci sarebbe alcun piano industriale. Secondo i sindacati qui, nei conti dell’azienda, la somma costi del materiale e costo orario del lavoro complessivo sarebbe tale da non permettere per Porcia una progettazione da garantire il futuro. Le stesse fonti fanno anche sapere che Electrolux sarebbe costretta a tagliare, oltre Porcia, anche lo stabilimento in Polonia a causa della concorrenza asiatica di Samsung e Lg che, come si sa, “gode” di costi del lavoro sensibilmente più bassi. Per le altre fabbriche italiane, nel caso che il piano fosse comunque approvato dai sindacati, si prevedono investimenti per 28 milioni di euro a Forlì, 40 milioni a Solaro (Milano) e 22 a Susegana (Treviso).

Ma per er i sindacati il piano Elettrolux è ovviamente “irricevibile” e “impedisce di proseguire il confronto 1a9500 luxcon l’azienda”. Il governo, se c’è, almeno si faccia sentire”, ha tuonato polemicamente Rocco Palombella, segretario generale Uilm. “Abbiamo atteso invano un confronto con il ministro dello sviluppo economico, Flavio Zanonato che non c’è mai stato – hanno aggiunto i delegati sindacali e le Rsu – ora andiamo direttamente da Letta perché Electrolux per sbarcare in Italia ha usato soldi degli italiani ed ora per guardare ad Est utilizza fondi Ue che in parte sono sempre nostri”.

Il ministro Zanonato, di cui la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, ne aveva chiesto le dimissioni proprio per il suo presunto “disinteresse” sulla vertenza, “comprende” da parte sua le ragioni dell’azienda: “I prodotti italiani nel campo dell’elettrodomestico sono di buona qualità – ha detto Zanonato – ma risentono dei costi produttivi, soprattutto per quanto riguarda il lavoro, che sono al di sopra di quelli che offrono i nostri concorrenti. E’ necessario dunque ridurre i costi di produzione, in Italia c’è un problema legato all’esigenza di ridurre il costo del lavoro”. In ogni caso, secondo i “rumors”, ci dovrebbe essere una convocazione delle parti al Ministero per mercoledì 29 gennaio. Durissime le reazioni da ogni parte, Unindustria di Pordenone in prima linea.

Riccardo Marini