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Libia: Italia pronta a fare la sua parte. Riunito Consiglio Supremo di Difesa. Un altolà anche ad alcuni paesi amici

Libia: Italia pronta a fare la sua parte. Riunito Consiglio Supremo di Difesa. Un altolà anche ad alcuni paesi amici

Il Consiglio Supremo di Difesa si è riunito al Quirinale sotto la guida del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, facendo sapere che Roma è pronta di fare la sua parte in Libia con la diffusione di un comunicato finale inequivocabile sul fatto che il nostro Paese non intende rinunciare al proprio ruolo in un’area di diretto interesse per l’Italia.

“È stata attentamente valutata la situazione in Libia,  dice il comunicato emesso dal Quirinale, con riferimento sia al travagliato percorso di formazione del Governo di Accordo Nazionale sia alle predisposizioni per una eventuale missione militare di supporto su richiesta delle autorità libiche”.

“In tale quadro – prosegue il comunicato – è stato considerato l’impatto sugli scenari di crisi e sulla sicurezza energetica italiana ed europea dell’andamento dei mercati degli idrocarburi”.

Un messaggio chiaro che, evidentemente, è diretto verso più di un interlocutore fuori della Libia, visti tutti i tentativi fatti nel passato e, a quel che sembra, in atto in queste ore da parte di alcuni paesi alleati, a partire dalla Francia, che cercano di inserirsi nelle vicende libiche senza preoccuparsi di dare l’impressione di operare anche contro gli interessi italiani. Segnatamente, in modo da danneggiare la presenza dell’Eni e favorire gli operatori petroliferi francesi e di altri paesi europei.

Non è un caso che proprio in questi giorni siano stati diffuse dalla stessa stampa francese notizie su operazioni segrete condotte dalle truppe di Parigi su suolo libico.

L’Italia, invece, continua ad insistere perché nessuno si abbandoni ad iniziative unilaterali se, soprattutto, non tengano conto della necessità che si avviino nel quadro di una piena collaborazione con le autorità locali, a proposito delle quali Roma è ufficialmente impegnata per la concretizzazione di quegli assetti unitari definiti recentemente da parte delle autorità di Tripoli e da quelle di Tobruk, dopo un lungo intervento da parte delle Nazioni Unite.