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Letta a San Pietroburgo per la Siria ottiene una “tregua” da Berlusconi. Durata?

Letta a San Pietroburgo per la Siria  ottiene una “tregua” da Berlusconi. Durata?

Enrico Letta parte per San Pietroburgo ed ottiene una “tregua” da parte di Silvio Berlusconi. Quanto durerà? Poco! La fiammata levatasi nei confronti del suo Governo da parte di Silvio Berlusconi si limita, al momento, alla ripetizione della solita minaccia di fargli mancare l’appoggio del Pdl. In ballo, ovviamente, vi è il responso della Giunta per le elezioni e le immunità del Senato.

L’ufficio di presidenza di questa Giunta non ha trovato alcun accordo sulle modalità e tempi con cui procedere all’esame della pratica sul leader del Pdl per la sua decadenza dal seggio del Senato. Se ne riparla il 9 Settembre.

Sembrava che stessero per arrivare fuoco e fiamme. Berlusconi, veniva detto, e scritto dai giornali suoi fiancheggiatori, aveva già preparato un video messaggio nel quale sparava ad alzo zero contro l’esecutivo. Ne batteva i tocchi mortali, insomma.

Poi, Enrico Letta ha parlato con toni distesi sottolineando come il suo Governo confermi il fatto che sia possibile lavorare insieme per ottenere buoni risultati. E un altro risultato, così, lui lo ha momentaneamente raggiunto. La crisi non c’è più!

O meglio: non c’è oggi e, forse, non ci sarà neppure mentre egli sarà impegnato al delicato vertice del G20, destinato a focalizzarsi soprattutto sulla crisi siriana, dagli esiti imprevedibili e pericolosi per tutto il Mediterraneo.
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Purtroppo, l’Italia è a un tiro di schioppo e la cosa deve interessarci non poco. Nessuno dimentica che abbiamo tantissimi nostri militari impegnati con le forze di pace Onu in Libano ed in Mar Rosso.

Una situazione che potrebbe aver portato Silvio Berlusconi ad aspettare ancora un po’. Si sarebbe messo nella situazione imbarazzante di sentirsi accusare di aver sfiduciato Enrico Letta proprio mentre è impegnato su ben altre questioni, dalle quali potrebbe dipendere addirittura la pace mondiale.

Così, mentre “Il Giornale”, posseduto direttamente dalla famiglia Berlusconi, scrive di un Letta intervenuto a pacificare, “Libero” preannuncia la crisi a partire dal fine settimana. Appunto a vertice internazionale concluso.
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“Libero” informa anche sullo scontro riproposto, all’interno del Pdl, tra le solite “colombe” ed i soliti “falchi”. Forse, le prime si sono momentaneamente imposte sulla questione dei tempi in cui Berlusconi presenterà la dichiarazione di guerra ed hanno ottenuto ancora un rinvio.

Ci potrebbe essere, però, anche dell’altro in fermentazione dentro il Pdl. Con sempre maggiore insistenza si parla della ricerca spasmodica dei “traditori”. Quelli che sarebbero pronti ad abbandonare Berlusconi ed il Pdl nel caso in cui si giungesse alla rottura estrema per consentire al Governo Letta di sopravvivere anche senza il sostegno di Berlusconi.

Giancarlo Infante