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L’Equitalia britannica si perde le carte del gigante mondiale della difesa, Bae, sotto inchiesta

L’Equitalia britannica si perde le carte  del gigante mondiale della difesa, Bae, sotto inchiesta

L’ Unità antifrode del Regno Unito, quella che davvero fa vedere i “sorci verdi” agli evasori britannici, ha ammesso di aver smarrito decine di migliaia di documenti di un’indagine avviata sul gigante mondiale dei sistemi aerospaziali e di difesa: la BAE System Plc che opera anche negli Usa con la consorella statunitense Bae System Inc. Una “piccola” compagnia la quale si permette di scrivere sul proprio sito che, nei soli primi sei mesi del 2013, ha ottenuto nel mondo, senza considerare i mercati del Regno Unito e degli Stati Uniti, commesse per 4.8 miliardi di sterline a dispetto della crisi di cui tutti parlano. Non é l’ammontare dell’Imu italiana?

Il Serious Fraud Office (SFO), che detto per inciso è un’Equitalia molto, ma molto più “cattiva” con i veri evasori, ha rivelato di aver inviato accidentalmente 32.000 pagine, 81 nastri audio e supporti elettronici, oltre che altra documentazione ad una persona sbagliata. Il 98% di questo materiale é stato fortunatamente recuperato e nessuno dei dati relativi alla sicurezza nazionale è stato messo a rischio.

Adesso, ovviamente, è il momento dei controlli e delle verifiche per capire come sia potuta accadere una cosa del genere, visto che non si sono persi una semplice lettera.
040324-N-6278K-139  Arabian Gulf (March 24, 2004) ? An F-14B Tomcat assigned to the ?Red Rippers? of Fighter Squadron (VF) 11, prepares to make an arrested landing on the flight deck aboard USS George Washington (CVN 73).  The Norfolk, Va.? based nuclear powered aircraft carrier is on a scheduled deployment in support of Operation Iraqi Freedom.  Official U. S. Navy photo by Photographer?s Mate Airman Joan Kretschmer.
Lo SFO ha iniziato la sua indagine sulla BAE nel 2004 dopo aver ricevuto alcune informazioni riguardo ad un contratto di difesa con l’Arabia Saudita, ma, visto che una ciliegia ne tira un’altra, sono stati messi sotto la lente d’ingrandimento anche contratti chiusi con numerosi altri paesi, tra cui la Repubblica Ceca, Romania e Sud Africa.

L’indagine relativa all’Arabia Saudita è stata interrotta, in effetti, nel dicembre 2006 perché, fu detto, di mezzo andavano a finire gli interessi della sicurezza nazionale. Formula che può far pensare a tantissime spiegazioni, anche maliziose. Ma nello scriverlo rischieremmo d’indovinarci e, assieme, di prendere una querela.

Una volta scoperta la perdita della documentazione, però, l’Unità antifrode ha ricontattato tutte e 59 le fonti cui aveva attinto i dati ed ha potuto metterci una toppa.
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Ovviamente, anche se lo SFO è assolutamente indipendente dal Governo, la cosa è finita per suscitare l’ironia e la critica dell’opposizione laburista che, come accade in ogni paese, non può che prendersela con chi sta a dirigere la baracca. In questo caso, a Downing Street.

John Balcony