UltimaEdizione.Eu  > 

Turisti sconcertati all’arrivo a Fiumicino: Leonardo Express 14 euro per 33 km e niente spazio per i bagagli

Turisti sconcertati  all’arrivo a Fiumicino:  Leonardo Express  14 euro per 33 km   e niente spazio per i bagagli

Roma – “Leonardo Express”, un fiore all’occhiello per Trenitalia, Comune di Roma e Regione Lazio, ma che tale non è. Il peggior biglietto da visita per Roma e l’talia. Il treno che collega l’aeroporto intercontinentale di Fiumicino con la stazione Termini, il cuore della capitale. L’unico convoglio italiano classificato di sola 1 classe, non si sa in base a quale criterio. Forse per i ben 14 euro per 33 chilometri coperti in 31 minuti, non rari ritardi a parte, alla fantastica media di poco più di 50 chilometri l’ora. Come dire, l’alta velocità alla rovesciai. Un treno magnificato a parole, trascurato nei fatti. Ma “gallina dalle uova d’oro” per gli utili da capogiro tanto da destare interesse e invidia da parte dei numerosi operatori privati che tentano a ripetizione di inserirsi nel business ostacolati da paletti sempre nuovi e al momento insormontabili.

Quattordici euro a tratta per un viaggio scadente su mezzi oltretutto inadatti, sporchi, imbrattati, e di insufficiente capienza che lasciano interdetti e sconsolati  i milioni di turisti stranieri che giungono a Roma, abituati, o almeno speranzosi, di ben diversa accoglienza.

Dal dicembre scorso, ultimo atto della giunta regionale del Lazio guidata da Renata Polverini d’intesa con Trenitalia, l’annuncio epocale: il Leonardo Express si rinnova. leonardoexpress3Come se per rinnovarsi bastasse l’immissione di convogli di tipo diverso ma sempre datati e frettolosamente coperti da una pellicola esterna dagli sgargianti colori! Il solito fumo negli occhi. Due piccoli elettrotreni accoppiati e assolutamente non intercomunicanti tra loro. Già, perché i “nuovi treni” altro non sono che i già anzianotti Minuetto dell’inizio del secolo in corso e ideati non certo per questo servizio, spolverati e rimessi a nuovo con parziali ritocchi. Peccato che nella fretta abbiano dimenticato di sistemare  adeguati contenitori per rifiuti, considerando l’elevata affluenza nel treno soprattutto di passeggeri reduci da lunghi viaggi aerei. Un solo piccolo cestello ogni quattro posti a sedere capace di contenere una sola piccola bottiglia di acqua minerale e un altro modesto contenitore sospeso a mezz’aria all’interno dell’unica toilette di ciascuno dei due elettrotreni, toilette peraltro costantemente in condizioni igieniche pietose.

L’unica novità degna del termine è che il Leonardo ora parte dal binario 24, l’ultimo tra quelli che raggiungono l’interno della stazione. Prima i malcapitati viaggiatori in arrivo e in partenza erano costretti a percorrere a piedi carichi di bagagli le diverse centinaia di metri che separano l’ingresso di Termini con i binari 25, 26 e 27 che fino a dicembre scorso hanno ospitato il Leonardo, a parte una brevissima parentesi negli anni scorsi. Scelta illuminata guarda caso solo fino a quando la neonata Cai-Alitalia dei “capitani coraggiosi” aveva rilanciato il proprio servizio Roma-Milano inserendo il Fast Track, il controllo sicurezza veloce in aeroporto appunto dedicato alla rotta, battezzando la “navetta” addirittura Fecciaverde.

Trenitalia, che già aveva appena creato le sue Frecce, non stette certo a guardare. Si “mosse” senza troppo clamore, e così leonardoexpress5Cai-Alitalia fece sparire d’urgenza i propri loghi dai “dardi verdi”. Ma il Leonardo Express riprese il suo posto sul binario 25, alla faccia delle fatiche fisiche dei suoi passeggeri. E a chi chiedeva di questo dietro front, “addetti ai lavori” gelosissimi delle proprie identità sussurravano a mezza bocca che esigenze tecniche di ricovero di treni intercity dalle molte carrozze imponevano il trasferimento dei Leonardo, di minor lunghezza, sul corto binario 25, da sempre riservato ai servizi per le linee vicinali dei Castelli romani. Ma i lunghi Intercity non c’erano anche prima e non ci sono tuttora? Un “dispetto” ad AZ, come sostiene più d’uno?

In ogni caso, “Leonardo express” è macchina da soldi che funziona assai bene alla faccia dei servizi offerti all’utente, tanto di indurre i falsari, cartina di tornasole dei prodotti che “tirano”, a investire in stock di biglietti. La riprova il sequestro della Guardia di Finanza nell’estate 2012 nel porto di Livorno di un container proveniente dalla Cina carico di oltre 2 milioni biglietti per viaggiare appunto sul Leonardo, che avrebbero prodotto utili illeciti per quasi 30 milioni di euro. Per arrivare alla fabbricazione e al trasporto in Italia dei biglietti falsi con ogni probabilità erano già stati individuati e organizzati i canali di vendita. Un tentativo fallito, ma che potrebbe ripetersi.

Il collegamento ferroviario aeroporto di Fiumicino – Roma è stato da sempre al centro di attenzioni e polemiche. Sin dall’inaugurazione ufficiale dello scalo, a mezzanotte e 1 minuto del 15 gennaio 1961. leonardoexpress4Già durante la sua costruzione, era stato messo a punto un progetto di stazione ferroviaria in aeroporto, da collegarsi con un raccordo di soli 800 metri con la esistente linea per Fiumicino Porto. Ma non se ne fece nulla, sembra soprattutto per la feroce opposizione dei gestori delle autolinee private che si sarebbero assicurati i servizi, e che pare godessero all’epoca di forti protezioni politiche.

Trascorsero così 30 anni prima che l’aeroporto, nel frattempo dedicato a Leonardo da Vinci, potesse essere dotato di ferrovia. Oltre 30 anni per realizzare un breve raccordo e una stazione di soli 4 corti binari, con tutte le limitazioni che ciò comporta. Alla faccia della lungimiranza!

E così, tra le opere previste per i Mondiali di calcio del 1990 ne fu decisa la realizzazione, attestando tuttavia l’altro terminale alla stazione Ostiense, con la faraonica costruzione del contestato Terminal,  presto inutilizzato e caduto in assoluto degrado. Uno sperpero di denaro pubblico che grida vergogna, anche se oggi attenuato dal recupero della struttura da parte dell’imprenditore Oscar Farinetti che ne ha fatto con grande successo la sede romana di Eataly. Ma resta sempre uno scandalo.

L’avventura del collegamento Aeroporto – Ostiense (pare sempre per non “disturbare troppo” la concorrenza su strada) procedette per diverso tempo con scarso utilizzo da parte del pubblico fino a quando, finalmente, fu deciso di spostare il collegamento su Termini. E Leonardo Express fu.

Enrico Massidda