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L’Egitto sull’orlo della guerra civile. Le manifestazioni di protesta non si esauriscono. Cinque ministri egiziani

del governo di Mohamed Morsi si sono dimessi dopo le manifestazioni che hanno visto la partecipazione di milioni di persone per chiedere le dimissioni del Presidente Morsi. Secondo voci non confermate i ministri si sarebbero dimessi in segno di solidarietà con i contestatori. La sede della Fratellanza Musulmana, il partito maggioritario, che ancora sostiene il primo Ministro, é stata bruciata e saccheggiata. Gli scontri sono durati l’intera notte ed i lanci di molotov hanno provocato una serie di incendi ed esplosioni. I seguaci della Fratellanza hanno risposto al fuoco uccidendo almeno quattro persone e ferendone 80. In totale, però, il bilancio degli scontri scoppiati in tutto l’Egitto sarebbe di 16 morti e più di 700 feriti
I capi dell’esercito sono intervenuti pesantemente chiedendo a Morsi di avviare un dialogo con l’opposizione nel giro delle prossime 48 ore. Altrimenti saranno costretti ad intervenire. L’annuncio della presa di poszione dei militari è stato accolto con un grande boato da piazza Tahrir. I Fratelli Musulmani, invece, lo hanno respinto duramente. Per tutta reazione i militari arrestato 15 guardie del corpo del leader dei Fratelli Musulmani di Khairat al-Shater.